A- A+
Privacy, diritto e rovescio
Soldi facili per i ragazzi che lavorano a libro paga degli hacker russi

Negli ultimi giorni, le autorità hanno individuato numerosi hacker, che sono risultati essere spesso minorenni, come ad esempio il ragazzo di 16 anni identificato dalla polizia postale di Udine, conosciuto in rete con il nickname "Artek", e ritenuto responsabile della campagna #Opsafepharma scagliata da Anonymus contro obiettivi della sanità italiana, tra cui l'Istituto Superiore della Sanità, il Ministero della Salute e diverse Asl, oppure come lo studente 14enne che è stato beccato dopo aver "taroccato" la propria pagella online, riuscendo a penetrare nel registro on-line della scuola per ritoccare i propri voti di compiti in classe e interrogazioni.

Ma non sono sempre bravate o gesti di protesta quelli che gli adolescenti nativi digitali compiono con i loro computer. Sono infatti sempre di più i giovani che, probabilmente allettati da facili guadagni da una parte, e dall'altra sconsolati dalle scarse prospettive di trovare un lavoro onesto e retribuito dignitosamente, vengono reclutati dai cybercriminali russi o di altri paesi dell'est, che adesso hanno addirittura strutturato vere e proprie reti di "rivenditori" di virus attraverso sistemi di affiliazione in cui, per "entrare nel giro", basta pagare 100 dollari in bitcoin, ottenendo in cambio un kit di lavoro costituito da un file eseguibile contenente un "ransomware" da veicolare tramite email alle potenziali vittime, ed un account per accedere ad un pannello di controllo online da dove monitorare l'andamento degli incassi provenienti dagli sventurati che sono stati infettati.

E se il "lavoro" di questi giovani postini cibernetici è tutto sommato semplice, anche il meccanismo utilizzato per retribuirli non è certo paragonabile a quello che sarebbe un normale salario mensile nel contesto di un comune impiego di 8 ore al giorno: quando il virus centra il bersaglio, si impossessa praticamente di tutti i dati contenuti nel computer della vittima, chiedendo a questa un riscatto che da tariffa può variare trai 500 e i 2.000 euro. Quando gli involontari clienti pagano loro malgrado la somma richiesta, il cybercriminale russo trattiene "solo" una commissione del 15% sull'incasso, lasciando tutto il resto al giovane rivenditore, con guadagni che per quest'ultimo possono arrivare anche superare i 30.000 euro al mese.

Che ci siano anche italiani tra coloro che vengono arruolati tra le fila dei provetti hacker che entrano a far parte di tali sistemi di affiliazione criminale, pare evidente da uno degli ultimi attacchi sferrati con il metodo dei ransomware, che ha preso di mira in modo molto accurato, (sicuramente non a caso), la città dell'oro per antonomasia, con 250 aziende di Vicenza che hanno denunciato di essere rimaste vittima di questo tipo di estorsione alla Polizia Postale, la quale ha però preso atto che a fatti avvenuti, "non c'è nulla da fare, purtroppo, se non pagare“ per decriptatare i dati e sperare di rientrarne in possesso.

Siamo quindi di fronte a una preoccupante tendenza, quella dei nostri giovani che, piuttosto che rimboccarsi le maniche per cercare di emergere onestamente nel mondo del lavoro, preferiscono rivolgersi a uno dei malaffari delle mafie del terzo millennio, in cui non c'è bisogno di sparare e di far scorrere il sangue, e in cui i rimorsi di coscienza possono passare in secondo piano perché la vittima non la si vede in faccia. E i soldi arrivano a fiumi senza neppure una goccia di sudore, anche se quei ragazzi probabilmente neanche hanno la consapevolezza di essere sfruttati come marionette dai professionisti del cybercrime, i quali saranno pronti a sparire nel nulla non appena qualcosa andrà storto. 

Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy - @Nicola_Bernardi

 

Tags:
ransomwarehackerprivacycybersicurezzaantivirusbitcoin

in evidenza
Il fatto della settimana Toninelli visto dall'artista

Culture

Il fatto della settimana
Toninelli visto dall'artista

i più visti
in vetrina
Milan, Alessio Romagnoli: lesione al polpaccio. Out almeno 4 settimane

Milan, Alessio Romagnoli: lesione al polpaccio. Out almeno 4 settimane

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Lamborghini SC18 Alston: la prima One-Off targata Squadra Corse

Lamborghini SC18 Alston: la prima One-Off targata Squadra Corse

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.