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Questioni internazionali
Germania verso il voto: cinque cose da sapere

Sotto i riflettori la sfida Merkel - Schultz. L'esito del 24 settembre sembra però già deciso.

 

In un incontro a Milano alla Fondazione Corriere della Sera, osservatori italiani e tedeschi si sono confrontati sulle imminenti elezioni tedesche. Ecco cosa è emerso in cinque punti.

  1. La situazione economica della Germania è percepita come positiva dalla maggioranza dei tedeschi. Questo ha favorito la cancelliera Angela Merkel a scapito dello sfidante Martin Schultz. Su questo aspetto hanno insistito tutti i relatori. In particolare la professoressa Eva Heidbreder dell’Università del Brandeburgo. A questo riguardo il moderatore della serata, Antonio Villafranca dell’Ispi, ha precisato che la locomotiva economica tedesca sta crescendo meno velocemente di prima. Gli ha fatto eco il giornalista tedesco Jan–Christoph Kitzler, corrispondente da Roma per la Radio Tedesca Bayerischer Rundfunk. Kitzler ha spiegato che alcuni recenti dati mostrano come in Germania ci siano almeno 2 milioni di persone in condizioni di povertà. Villafranca ha anche specificato che la Germania ha un’economia fondata prevalentemente sulle esportazioni. Tra l’altro esiste una norma dell’Unione Europea che vieta che il rapporto export/import superi il 6%. La Germania ha esportazioni che superano del 8% le importazioni.
  2. In questo quadro economico la cancelliera tedesca ne esce particolarmente avvantaggiata. Ha commentato Danilo Taino, il corrispondente del Corsera da Berlino, che i sondaggi danno tutti in netto vantaggio la Cdu della Merkel sul Spd di Schultz. Un vantaggio con molti punti di differenza, in alcuni casi addirittura il 14%. La questione quindi è capire non tanto chi uscirà vincitore dalle elezioni del 24 settembre ma che tipo di coalizione di maggioranza dovrà fare la Merkel. Non è escluso, ha spiegato Taino, che i tedeschi possano risvegliarsi con la maggioranza cosiddetta “Giamaica”, cioè Cdu (nero), verdi (verde), liberali (giallo). La grande incognita in Germania rimane l’estrema destra, in ascesa e molto forte.
  3. Il vantaggio della Merkel si spiega però anche con altri fattori e non solo quello economico. E’ stato il senso dell’intervento di Michele Valensise, già ambasciatore italiano a Berlino. Prendendo spunto da un osservatore tedesco, Valensise ha individuato in alcune parole simboliche (tutte che iniziano per c) le chiavi del successo di Angela Merkel. Crisi: la cancelliera ha evitato che la crisi economica travolgesse il Paese. E’ quindi vista come la leader che ha trainato la Germania nella fase più brutta della finanza e economia internazionale. Coalizione: la Merkel ha costruito la coalizione giusta di governo. Soprattutto portando nella compagine governativa anche la Spd, il partito socialdemocratico. Competenza: la Merkel non è solo una politica abile, ma è anche una personalità di grande competenza. Racconta Valensise che riesce a sostenere confronti con il pubblico su qualunque argomento e senza domande predefinite. La sua grande preparazione l’aiuta molto in politica perché fa emergere in diverse occasioni la sua competenza. Una qualità che contribuisce a far aumentare la sua autorevolezza. Se vince sarà cancelliera dopo 12 anni di fila e quando finirà il mandato tra 4 anni avrà 67 anni. Cannibalismo: Angela Merkel usa la sua abilità politica per occupare tutti gli spazi, incluso quelli storicamente associati all’opposizione. Rimane memorabile l’annuncio, dopo la vicenda di Fukushima in Giappone, di bloccare il nucleare in Germania. Una posizione sempre sostenuta dai verdi, che sono rimasti spiazzati dalla decisione. Inoltre, la scelta recente di ammettere il matrimonio gay ha spiazzato la sinistra tedesca, storicamente sostenitrice del matrimonio di coppie omosessuali.
  4. Angela Merkel ha ridotto a zero il dibattito politico in Germania. Lo dice con sarcasmo Kitzler, che segue invece la politica italiana dove il dibattito è tutto all’opposto. La Merkel ha fatto di tutto per rendere noiosa la campagna elettorale e svuotata di ogni contenuto. In questo contesto Schultz ha commesso un errore perché avrebbe dovuto impostare una campagna elettorale più sull’attacco, sostiene la professoressa Heidbreder. Per esempio, non c’è alcun dibattito sul futuro dell’Unione Europea e sulle ripercussioni di Brexit.
  5. Infine, si è posto l’accento sull’interesse della Germania verso la situazione italiana. In Germania, hanno spiegato diversi relatori, si guarda anche con un po’ di timore a cosa succederà in Italia. Soprattutto, se la coalizione che uscirà dalle prossime elezioni sarà in grado di garantire la tenuta della finanza pubblica. Certo, dopo le elezioni tedesche è probabile che si rafforzi l’asse Parigi-Berlino, con l’obiettivo di andare a una velocità maggiore rispetto al resto dell’eurozona. Ma l’Italia può comunque diventare un attore importante per la Germania in Europa.

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