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Questioni internazionali
Perché i jihadisti colpiscono Londra?

Quello al London Bridge è il secondo attentato nel giro di tre mesi che colpisce la capitale britannica. Il terzo attacco se si considera anche il kamikaze di Manchester di due settimane fa. 

Perché i jihadisti colpiscono Londra? Due attentati in tre mesi nella capitale britannica mostrano il ritorno di una strategia precisa o è solo un’azione di foreign fighters o malsani mentali che sparano nel mucchio?

Per ora è difficile dirlo. Possiamo però supporre che il sangue di Londra e di Manchester sia dovuto alle imminenti elezioni britanniche. I terroristi islamici, che abbiano un mandante o meno, sono stimolati dalla opportunità di destabilizzare il clima elettorale.

Per la seconda volta, la prima fu con la strage di Manchester, la campagna elettorale è stata sospesa. Non il voto però. La premier britannica Theresa May ci ha tenuto a precisare che le votazioni sono confermate il prossimo 8 giugno. Qualche forza politica aveva chiesto il rinvio. La scelta della May è più che condivisibile. Un rinvio elettorale avrebbe significato una resa di fronte alle pretese dei terroristi.

Quello che non si capisce è cosa sperino di ottenere i jihadisti gettando il terrore sul clima elettorale. In Gran Bretagna, a differenza della Francia, non c’è un partito destabilizzante e estremista che potrebbe portare il governo di Sua Maestà a uno scontro di civiltà con il mondo musulmano. La forza politica di Farange è per esempio sull’orlo del declino.

L’obiettivo dei terroristi islamici è sempre lo stesso. Fare in modo di aprire una frattura incolmabile tra occidente e mondo islamico. Diffondere insomma un odio totale verso i musulmani che vivono in Europa. Così da trovare nuove leve di giovani musulmani che odino gli occidentali fino al punto di farsi saltare per aria.

A Londra però una forza politica come il Fronte National di Marine Le Pen non esiste. Probabile quindi che l’obiettivo sia semplicemente quello di diffondere l’odio tra britannici e musulmani.

Ciò che i fanatici imitatori delle gesta dell’Isis e degli altri gruppi jihadisti non comprendono è il principio di convivenza e democrazia. Una grande democrazia come la Gran Bretagna ha tutti gli anticorpi per combattere la divulgazione dell’odio. Milioni di musulmani che vivono e lavorano in Inghilterra da generazioni sono integrati nella società britannica. Qui si sono fatti una vita. E da qui difficilmente se ne vogliono andare. Potrebbero essere proprio loro a diventare preziosi collaboratori per stanare i fanatici rientrati dal Medio Oriente.

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