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Referendum: sul web sono ancora tanti gli indecisi
Referendum

La campagna elettorale per il referendum costituzionale del 4 dicembre ha fatto il suo esordio ufficiale venerdì 30 settembre. Il duello televisivo tra Gustavo Zagrebelsky e il premier Matteo Renzi è stato soltanto il primo di una serie di confronti tra i due schieramenti. La trasmissione di Mentana è stata vista da quasi un milione e 800mila spettatori (share dell’8%), risultando il terzo programma più seguito della serata. Se i producer di La7 festeggiano per il successo di pubblico, chi tra Renzi e Zagrebelsky può brindare alla vittoria?

Se utilizzassimo come metro di misura gli editoriali della stampa il match tra Zagrebelsky e Matteo Renzi sarebbe a favore del presidente del Consiglio. Sia Repubblica, con un editoriale di Scalfari, ma anche il Fatto Quotidiano (fortemente schierato a fianco del No) hanno dato la vittoria a favore di Renzi.

Se passiamo ad analizzare la rete possiamo invece notare una situazione di stallo, dove a prevalere non è stato nessuno dei due contendenti. A vincere è stata la popolarità del match, seguitissimo sul web. Nel giorno del confronto, venerdì 30 settembre, “Zagrebelsky” con più di 100mila ricerche è risultato il secondo argomento più cercato su Google. Associato al nome del costituzionalista c’era quello del premier e l’editoriale di Eugenio Scalfari. Il pezzo del fondatore di Repubblica è stato uno dei più influenti sulla rete e quello più condiviso su Twitter.

Il dibattito ospitato da Mentana è stato molto commentato anche su Twitter, nel solco di quella integrazione tra Tv e social che sta sempre di più connotando i programmi televisivi. L’hashtag della trasmissione #siono è rimasto nella classifica degli argomenti più dibattuti nella twitter-sfera italiana per circa 13 ore. Il sentiment ci rivela però una situazione di sostanziale pareggio dove nessuno dei due capofila degli schieramenti è riuscito a sfondare. I commenti del fronte No, raccolti intorno all’hashtag #iovotono, sono stati di poco superiori rispetto a quelli di #bastaunsì. Uno dei motivi dello stallo è da ascriversi al mancato coinvolgimento da ambo le parte di influencer in grado di orientare gli umori della rete. Se ci spostiamo da Twitter a Facebook, per analizzare il livello di coinvolgimento suscitato dai post riferiti al duello tv, ancora una volta non troviamo un reale vincitore. Il post della fanpange “Basta un sì” sull’argomento ottiene 1200 like, 335 condivisioni e 61 commenti. Numeri leggermente al di sotto di quelli ottenuti dal comitato del No (1900 like, 1000 condivisioni e 53 commenti).

Il duello tv, trasposto sui social media, ci racconta dunque come né Renzi né Zagrebelsky siano riusciti nell’impresa di vincere in maniera netta la partita. Questo risultato anticipa di qualche ora un’indagine di Nando Pagnoncelli pubblicata dal Corriere.it. Il sondaggio in questione evidenzia come oggi il No sia soltanto marginalmente avanti al Sì: il 23% degli intervistati voterebbe Sì, il 25% è per il No. I prossimi due mesi di campagna si giocheranno quindi su quel 50% di indecisi che faranno da ago della bilancia per il risultato finale.

Sarà allora strategico per i due fronti la scelta degli influencer da arruolare. Chi sarà in grado di portare dal proprio lato gli opinion leader più influenti sulla rete riuscirà a orientare l’opinione pubblica digitale, trasformando tweet e like in voti

 

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