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Sportivi si nasce e poi si diventa
Sport e tecnologia, football: arriva il chip che rileva l'andamento del gioco

Usa, tecnologia e sport: arriva nel football il chip per tracciare l'andamento del gioco. Il sensore, posto sotto i lacci della palla ovale, rileverà accellerazione, velocità, distanza, tempi morti e tempi attivi di ogni minuto di gioco.  

 

In principio sarà il football americano, poi si vedrà. La Nfl, la maggiore lega professionistica del Nord America, ha annunciato di aver collaudato un chip da inserire sotto i lacci dell’ovale di cuoio così da rilevare accelerazione, velocità, distanza, tempi morti e tempi attivi di ogni minuto di gioco. Sarà tutto registrato: e poi elaborato. A tirare fuori la storia, in Italia, è stato il settimanale pagina99. L’esperimento è andato in porto nella pre-stagione estiva e ora, il sensore, si prepara a tracciare tutte le partite del campionato regolare. Con consegna dei dati a 24 ore dal termine dal match e accordo economico blindato fino al 2021. E tutto questo, perché? Un nuovo modello di business: la Nfl cede alle reti televisive che coprono le dirette della domenica, del giovedì e del lunedì (Cbs, Nbc e Espn) i risultati delle analisi e in cambio gonfia i conti.

Scrive pagina99: «Se qualcosa di epico che sopravvive nello sport professionale, di sicuro riguarda le cifre sborsate per i diritti di trasmissione: nel 2016 ammontano a 7,3 miliardi di dollari, un valore quasi triplicato rispetto al 2005, quando toccava i 2,6 miliardi, e settuplicato rispetto agli 1,1 miliardi del 1997. D’altra parte, gli eventi della NFL permettono ai network Tv di irrobustire il loro fatturato, con un guadagno in media di quattro milioni di dollari per ogni slot di pubblicità nel corso del Super-Bel, la partita con cui si finisce il campionato una settimana dopo Natale. Gli spot durano trenta secondi, con una media di costo al secondo di 133 mila dollari. Quando si dice che il tempo è denaro». E se si pensa ai 167 milioni di spettatori raggiunti nel solo 2013, bisogna ammetterlo: l’opportunità di raggiungere spazi affollati, per gli inserzionisti (il più delle volte invadenti), paga. E tanto. Ma il pubblico, si sa, pretende molto più di quello che si aspetta. E allora ecco il chip: che arriverà a sdoganerà perfino quanto e come si deve rincorrere un pallone. Fantasia? Magari.

Se infatti le Televisioni bramano i dati per offrire focus più croccanti a chi guarda da casa, anche la squadre affiliate alla lega potranno – e anzi dovranno – scendere a compromessi e aprire il portafogli. Mentre lo spettacolo mostra muscoli e dettagli, il mondo cambia: coordinate, spostamenti del pallone, simmetrie e asimmetrie degli schemi entrano nel programma degli allenatori. E i chip, va da sé, diventano indispensabili. Già l’anno scorso la Nfl aveva inserito sensori nell’abbigliamento dei giocatori, sotto le spalle; diffondendo però i risultati solo a fine stagione. Ora si è deciso di monetizzare: così da fornire a ogni squadra (che paga) la possibilità di integrare la tecnologia alla preparazione individuale. Pioniere nel campo è la Exos, una società (di consulenza, per così dire) fondata da Mark Verstegen in Arizona nel 1999. Chi sono questi? Attraverso le cure di Verstegen è passata pure la nazionale tedesca quando nel 2014 ha vinto il Mondiale brasiliano: quei mostri, insomma, che sconfissero 7 a 1 i padroni di casa verdeoro. Exos, coadiuvata dall’Adidas, ha realizzato nel tempo un dispositivo installato nelle magliette di allenamento dei giocatori. Si chiama miCoach e costa sui 100 mila dollari per unità, viene personalizzato sulla taglia del destinatario e permette di schedare decine di parametri. Conseguenza: dosi chirurgiche di allenamento, per migliorare le prestazioni ed evitare infortuni sgraditi.

L’azienda australiana Catapult Sports, ispirata da Exos, l'anno passato ha fornito il servizio anche in Europa: al Leicester di Ranieri, per esempio. E ora la Nfl dà il destro ai club per aggiungere numeri ai numeri con i chip posizionati direttamente all’interno del pallone. Un'occasione da non perdere, per chi se la può permettere. E quanto ci metterà il sistemone a farsi egemone, certo, è presto detto: è il pezzo di un puzzle che si completa. Un puzzle di uno sport meccanizzato, spettacolarizzato; con poco sudore: e anche su quello, del resto, non mancheranno le statistiche.

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