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Colors, un game show da villaggio turistico

 

Per tamponare l'emorragia di ascolti provocata dal blocco di soap opera Beautiful-Una vita di Canale 5, Rai1 si è inventata Colors, un game show mandato in onda qualche anno fa a notte fonda in una puntata pilota e riproposto da ieri alle 14 da Amadeus dallo Studio 4 di Cinecittà (lo stesso di Affari tuoi).

 

Ogni coppia di concorrenti – fidanzati o sposati, naturalmente eterosessuali - ha il compito di accumulare più colori possibili. In questa premiere si è partiti dal giallo con il gioco Codice vocale. Dato un tema – stavolta Dal parrucchiere – si devono completare delle parole completandole con le relative vocali o consonanti. Niente di particolarmente innovativo rispetto a Reazione a catena o Caduta libera (ma qui si ha subito l'impressione che nessuno si farà male).

 

La musica sembra non destinata a cambiare nemmeno con il secondo gioco, Dita di coppia, a livelli di villaggio turistico. Il conduttore legge un discorso incentrato su scene quotidiane di vita di coppia e a un certo punto il concorrente deve completare la parola di cui Amadeus legge solo l'iniziale (parliamo di termini comunissimi come simpatia, ragazze, foruncoli).

 

Ma fermi tutti, è il momento di Detti e ridetti: Amadeus pronuncia un proverbio con un bivio. Ogni coppia deve completarlo nel modo giusto. Anche qui basta un minimo di intuito per cavarsela, a meno che non si provenga da Ciao Darwin.

 

L'atmosfera da villaggio turistico persiste nel quarto gioco, nel quale il presentatore legge il verso di una canzone e la coppia deve fornirne il titolo, aiutandosi con le iniziali. Roba da far rivoltare nella vasca idromassaggio Enrico Papi di Sarabanda.

 

Spazio al gossip nel quinto gioco. Amadeus legge alcuni pettegolezzi relativi a personaggi famosi e i concorrenti devono dare la risposta esatta scegliendo tra alcuni volti dello showbiz (c'è anche una domanda sulla querela di Barbara d'Urso a Pupo per la canzone La storia di noi due, grazie alla quale apprendiamo che la Bislacca perse la causa). Questo almeno è carino.

 

Il Periatto è il gioco finale, una sorta di prisma le cui facce girano di continuo in cui viene messa una parola scomposta. Ad ogni risposta esatta si vincono dei colori, in caso contrario si perdono. Il gioco finale più brutto di sempre, che potrebbe essere benissimo uno dei tanti di Reazione a catena. Il timore è che mandando in onda Colors, un game show a metà tra Agon Channel e un villaggio turistico, si indebolisca proprio il quiz estivo di Rai1.

 

 

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