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Under 30 e dintorni
AzzurroDigitale e Jacopo Pertile. Under 30 e digitale
Antonio Fornari, Jacopo Pertile e Carlo Pasqualetto

Sempre di più le storie di giovani di successo, per lo più under 30, oggi, si incrociano col mondo del digitale, dell'innovazione e delle startup.

Società nuove, startup, che talvolta aiutano le società di “vecchia generazione”, potremmo dire, a evolvere e a inserirsi nella realtà attuale, soprattutto per quanto riguarda, appunto, il digitale.

Ed è proprio di questo che si occupa AzzurroDigitale, società di cui è co-founder Jacopo Pertile. Jacopo ci ha parlato del suo percorso e del fare impresa, basandosi sul digitale, e di due “mondi” a cui è molto legato, Talent Garden, che fornisce a professionisti e innovatori gli strumenti di cui hanno bisogno per trasformare le loro idee in realtà e far crescere il proprio business, e TED, che ha l'obbiettivo di far incontrare le menti e le idee più stupefacenti e innovative del pensiero globale.

 

Jacopo, dopo una laurea con lode alla Bocconi, hai avuto varie esperienze lavorative, prima di diventare co-founder di AzzurroDigitale. Ci vuoi accennare brevemente al tuo percorso professionale prima di intraprendere questa avventura?

In realtà, ho iniziato a lavorare quasi un anno prima di laurearmi in una boutique finanziaria dove mi occupavo di fusioni e acquisizioni di azienda e poi ho fatto il primo grande salto entrando in Arthur D. Little, oggi una delle società di consulenza strategica più rinomate. La mia grande fortuna è stata quella di lavorare con un team di livello altissimo, con due manager come Anna Maria e Dario che mi hanno permesso di acquisire una metodologia di lavoro, una sistematicità nell’approccio a problemi sempre nuovi, stimolanti e complessi e soprattutto a non aver paura a lavorare 16-18h al giorno, week-end compresi. Un’esperienza in consulenza dovrebbe essere obbligatoria per tutti i laureati in discipline economiche perché rappresenta una vera palestra di vita.

Veniamo ad AzzurroDigitale. Quando, e perché, è nata l'idea di creare questa realtà? Avete incontrato delle difficoltà iniziali?

L’idea è maturata assieme al mio ex compagno di calcio, nonché all’epoca coinquilino, Carlo Pasqualetto, anch’egli ex consulente nel mondo della finanza strutturata in Deloitte. Amicissimi fin da piccoli, abbiamo sempre avuto il piglio imprenditoriale, e durante il periodo universitario abbiamo lanciato la nostra prima startup, YouMove. Doveva essere un social network con l’obbiettivo di condividere gli spostamenti futuri delle persone ma è fallito miseramente dopo un anno e mezzo di sviluppo e test falliti. Quest’esperienza ci ha però consentito di avvicinarci al mondo del digitale. E infatti, poco tempo dopo, vedendo che le nostre rispettive realtà stavano cercando di ampliare il mercato entrando nella consulenza strategica digitale senza però avere il capitale umano per affrontare questa nuova grande sfida, abbiamo deciso di abbandonare la strada maestra e aprire, assieme ad Antonio Fornari (ex Corvallis), AzzurroDigitale. A distanza di poco più di un anno siamo passati da essere 3 soci ad avere un team di 7 persone e clienti come multinazionali quali Electrolux o il Gruppo Carraro o prestigiose università come Ca’ Foscari.

Il sito della società recita tra l'altro “Siamo una società di consulenza strategica digitale che unisce le metodologie e il rigore tipico delle società di consulenza, alla creatività e alla spinta innovativa tipica delle agenzie digitali.”. Ci vuoi spiegare in concreto di cosa si occupa la tua azienda?

AzzurroDigitale aiuta le aziende a gestire il loro processo di digital transformation basandosi sul side by side approach (accompagnando il cliente passo – passo) in tre aree di business: quello dello smart retail, quello dello smart product e infine quello della smart factory.

Con il concetto di smart retail aiutiamo i retailer a disegnare e realizzare la “digical experience” (digital+physical). Uniamo l’esperienza fisica del consumatore negli store fisici a quella digitale con l’obbiettivo di integrare due mondi che, apparentemente, sono lontani ma in realtà fortemente interconnessi. Accompagnamo i retailer classici a trasformarsi in Total Retail posizionando il consumatore al centro del modello di business facendogli vivere un’esperienza d’acquisto multicanale. Abbiamo sviluppato un flusso di lavoro che sta dando dei bellissimi risultati. Tutto parte dalla strada dove abbiamo creato la vetrina intelligente del negozio fisico che ha l’obbiettivo di attirare i clienti nello store creando il “Wow effect”. Una volta nello store fisico, abbiamo realizzato un sistema di wifi che permette al cliente di scaricare in store la app e al negozio di capire quanti clienti entrano e soprattutto chi sono. Collegato al wifi e scaricata la app il consumatore entra nel CRM del negozio e, sulla base del suo comportamento di acquisto, iniziamo a conoscere sempre meglio il cliente con l’obiettivo di fidelizzarlo. L’obiettivo quindi è duplice: far vivere un’esperienza di acquisto nuova e diversa al consumatore e fidelizzarlo per incrementare il fatturato su singolo cliente.

Il nostro secondo pilastro è quello dello smart product. La crescente competizione, la riduzione del ciclo di vita dei prodotti e la velocità tecnologica, spingono le aziende a dover sviluppare soluzioni affidabili velocemente. Partendo da questa inconfutabile verità, prototipiamo in brevissimo tempo nuovi prodotti e li rendiamo intelligenti trasformando oggetti fisici in “oggetti viventi” che generano dati fruibili per l’azienda e per il cliente stesso. Nel 2020 avremo oltre 25 miliardi di IoT device connessi che genereranno miliardi di dati da analizzare e valorizzare e noi vogliamo essere presenti su questo mercato.

Infine operiamo nel mondo della smart factory. La rivoluzione industriale, che il mondo manifatturiero si trova oggi ad affrontare, è caratterizzata dall’integrazione dei processi fisici con nuovi processi digitali, dall’utilizzo delle informazioni a supporto delle attività di fabbrica e dall’ottimizzazione dell’esecuzione dei processi operativi. AzzurroDigitale accompagna la fabbrica nella complessa integrazione dei processi tradizionali con i nuovi strumenti digitali aumentando significativamente la qualità e la quantità di valore generato dalla fabbrica.

 

Sai che nel mio blog mi occupo degli under 30... Secondo te, qual è e quale dovrebbe essere il rapporto, a livello lavorativo e professionale, tra i giovani e il digitale? Come dovrebbero sfruttare questo nuovo settore? Che consigli ti sentiresti di dare loro?

Non definirei il digitale un settore, bensì uno strumento. E come tale è necessario studiarlo e conoscerlo e applicarlo. Pertanto consiglio ai ragazzi di abbinare ai corsi classici di economia, ingegneria, etc. anche quelli di stampo più pratico. E AzzurroDigitale sta investendo proprio in questo. Con l’università di Venezia Ca’ Foscari e in particolare assieme al professor Vladi Finotto, delegato del Rettore al trasferimento tecnologico nonché ex professore mio e di Carlo, abbiamo lanciato il progetto Experior. Progetto che ha unito il mondo delle imprese, il mondo dei talenti e il mondo della formazione. Sei settimane di lavoro dove ai ragazzi sono stati impartiti in modo innovativo e coinvolgente i concetti del Design Thinking, del Business Model Canvass, della prototipazione rapida e della modellazione 3d. Concetti che però sono stati abbinati al mondo reale, al mondo delle imprese. Quattro aziende hanno infatti proposto diversi brief stimolanti e sfidanti a 140 studenti che hanno brillantemente risolto con le metodologie apprese nel corso delle prime settimane, portando le aziende a investire su di loro (ad alcuni è stato proposto un periodo di stage all’interno della struttura) o nel progetto che hanno realizzato.

Il progetto pilota è stato un successo e ora il professor Finotto ha deciso di lanciare tre corsi all’anno con questa nuova forma di apprendimento innovativo, coinvolgente e stimolante.

Come vedi, dal tuo osservatorio privilegiato, l'evoluzione del modo di fare impresa, e più in generale del modo di lavorare, alla luce della sempre maggiore importanza del digitale?

In Italia, startup è praticamente sinonimo di digitale. Ma digitale è, come dicevo pocanzi, solo un modo di fruizione di beni/servizi che dovranno sempre essere prodotti. È chiaro che molti startuppers (e investitori) si focalizzano sul digitale in senso lato. Offre molte opportunità di business con pochissimi capitali iniziali; tendenzialmente sono prodotti altamente scalabili e quindi con opportunità di crescita notevoli, e in tempi relativamente brevi. In Italia stiamo vivendo un momento di boom di startup digitali nate con il mito di Instagram o Facebook. Il vero rischio è che, focalizzandosi solo sul digitale, si finisca per creare sottoprodotti di qualcosa che altri fanno molto meglio grazie all’ecosistema in cui lavorano e che porteranno un’intera generazione a trovarsi con in mano una app che non utilizza nessuno. Non dobbiamo correre il rischio di azzerare i valori che caratterizzano e valorizzano il Made in Italy. Io credo che si debba cercare di puntare, nel nostro paese, alla contaminazione dei settori tradizionali che hanno reso il nostro paese un’eccellenza con la nuova spinta imprenditoriale-innovativa che viene dal mondo startup. Facendo incontrare il “l’innovazione con la tradizione” si potrebbe arrivare a generare non solo innovazione di prodotto e processo, ma anche la ri-generazione dei modelli di business (spesso obsoleti) nei settori chiave del made-in, e dare una nuova spinta al nostro Paese. E credo che il progetto Experior di Ca’ Foscari, che AzzurroDigitale sta implementando e che unisce talenti nativi digitali, imprese italiane di grande tradizione riconosciute a livello mondiale e il mondo accademico, possa essere un modo per rilanciare la competitività del nostro territorio.

Veniamo ad un'altra realtà ormai ben consolidata di cui fai parte: Talent Garden. Di cosa si tratta e quale è la loro utilità?

Talent Garden è un network di coworking campus focalizzati sul settore creativo e digitale. All’interno degli spazi TAG, i professionisti e gli innovatori trovano gli strumenti di cui hanno bisogno per trasformare le loro idee in realtà e far crescere il proprio business. Oggi Talent Garden è uno dei principali player dell’innovazione in Italia, grazie anche alla partnership stipulata con Digital Magics, il venture incubator di startup innovative digitali quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana (simbolo: DM), e Tamburi Investment Partners, la più importante investment - merchant bank indipendente italiana. L’obiettivo complessivo delle due alleanze è costruire la più grande piattaforma di innovazione per il “Digital Made in Italy”. Talent Garden è il primo network di coworking del mondo digitale in Europa e aggrega migliaia di talenti in tantissime città italiane ed europee.

L'innovazione digitale viene considerata come un ingrediente per contaminare il mondo tradizionale: solamente attraverso la contaminazione di questi due mondi si può riuscire a creare un mondo migliore. Ogni sede di Talent Garden (ne abbiamo una anche a Padova in via Croce Rossa 36) coinvolge tra i fondatori attori del settore tecnologico e imprenditori locali che conoscono a fondo il proprio territorio.

Il CoWorking non è l’obbiettivo ma lo strumento per aggregare le persone e connetterle tra loro, ed è questo il grande successo di TAG rispetto ad altri modelli di coworking.

Oggi i modelli di business di TAG sono prevalentemente tre: l’affitto degli spazi, gli eventi e soprattutto la TAG Innovation School, una scuola votata all’innovazione e al digitale che realizza programmi di formazione che aiutano persone e aziende a lavorare con passione, crescere ed essere leader in un mondo sempre più digital.

Ancora, so che sei collegato anche alla realtà TEDx. Ce ne vuoi parlare?

Con piacere. Come sapete il TED è un'associazione no profit che organizza conferenze con l'obbiettivo di far incontrare le menti e le idee più stupefacenti e innovative del pensiero globale. La sua mission è riassunta nella formula “ideas worth spreading”, nello spirito di diffondere idee di valore.

L’idea di portare il TEDx a Padova è nata quattro anni fa, quando Carlo rientrò dalla sua esperienza di studio parigina all’ESCP e si innamorò del format TED. Ovviamente il progetto mi è subito piaciuto e assieme abbiamo iniziato a lavorare per portarlo a Padova abbinandovi l’arte e l’innovazione. Quest’anno siamo in procinto di lanciare la terza edizione che si terrà sia al Teatro Verdi che in Piazza Capitaniato sabato 30 aprile. Per la prima volta infatti il TED “scenderà in piazza” con l’obiettivo di portare il format alla città. Abbiamo infatti organizzato assieme all’architetto Cellini e a un team di incredibili volontari l’Innovation Hall: una valle che sarà ricoperta di un bosco di palloni rossi gonfiati ad elio in linea con il concept 2016 “Let’s Play” dove vi saranno 30 aziende innovative che racconteranno e mostreranno i loro prodotti e le loro tecnologie alla città di Padova. Sarà una giornata ricca di innovazione e di grandissime idee. Colgo l’occasione per invitare ovviamente i tuoi lettori a partecipare.

Che programmi hai per il futuro di AzzurroDigitale?

Gli obbiettivi sono molti e ambiziosi a partire dalla necessità di triplicare il fatturato rispetto al 2015. In secondo luogo vogliamo restituire al nostro territorio quanto ci ha dato in questi anni, cercando di sensibilizzare, formare e alfabetizzare il nord est dal punto di vista del digitale. Ma l’obbiettivo più importante è sicuramente quello di riuscire a strutturare AzzurroDigitale e trasformarla in una macchina oliata e integrata. Non è facile inculcare in un'azienda appena nata, e per definizione disorganizzata e poco strutturata, il rigore e la metodologia della consulenza. Ma la sfida che ci siamo posti per il 2016 è proprio questa: misurare ogni azione che intraprendiamo, capirne costi e benefici e replicarla in maniera scientifica e organizzata.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

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