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“Solo” youtuber? Alessandro e Alessio, i theShow
Alessandro Tenace e Alessio Stigliano, i theShow

Oggi parliamo di youtuber, un lavoro nuovissimo e, per tanti, soprattutto per chi è un po' più avanti con gli anni, avvolto dal mistero.

Un'attività che potrebbe sembrare un passatempo e magari, a detta dei genitori, anche una “perdita” di tempo ma che invece richiede impegno, fantasia e fatica e che, a volte, può riservare sorprese, aprendo le porte del mondo del lavoro e, perché no, la strada “al successo”, dando il via ad altre attività.

Chi potevo scegliere per farci raccontare questo mondo di video, fan ed esperimenti sociali, come li chiamano loro, se non i theShow?

Se abiti a Milano è molto probabile che prima o poi cadrai vittima di una loro candid camera. Ma ormai il loro campo d'azione si è esteso da Nord a Sud, in pratica non c'è via di scampo.

Partiti da pranker su Youtube, sono arrivati alla tv, partecipando a Fattore umano, su Italia Uno. Da pochissimo il loro canale ha superato il milione di iscritti.

 

Chi sono Alessandro e Alessio e quando sono diventati i theShow?

Alessandro: Mi verrebbe da dire che prima di theShow ero uno studente di Ingegneria, la verità è che così ti direi cosa facevo e non chi io fossi. Comunque sia, sono tuttora iscritto ad ingegneria dell’automazione con tre esami, e un mestiere decisamente impegnativo, che mi separano dalla laurea. Questo mestiere impegnativo è nato ad ottobre 2013.

Alessio: Bella domanda. Tecnicamente per lo stato sono un libero professionista, per i miei genitori sono un pirla a cui manca solo la tesi per laureasi in architettura. I theShow sono diventati tecnicamente i theShow il 6 Ottobre 2013, ma in realtà siamo amici da sempre, cresciuti insieme nello stesso quartiere.

Cosa vi ha spinto a iniziare quest'avventura e, soprattutto, vi sareste immaginati un tale successo?

Alessandro: Sicuramente la passione per gli scherzi che ci accomunava fin da piccolissimi. Onestamente non immaginavo avremmo raggiunto questi risultati in così breve tempo, tuttavia entrambi credevamo molto nel nostro progetto e tutte le energie spese avrebbero pur dovuto portare da qualche parte!

Alessio: Fin dall'inizio abbiamo usato metodo in quello che stavamo facendo. Anche se inizialmente non ci seguiva nessuno abbiamo subito cercato di dare una struttura solida al nostro canale. L'abbiamo fatto fin dall'inizio perché in quel periodo il mercato di Youtube era sprovvisto di candid camere (si erano giusto visti 3-4 video sul canale di Frank Matano) quindi poteva essere una bella occasione per creare qualcosa di davvero bello.

In cosa consiste il “mestiere” dello youtuber? Qual è il bello di questa attività (oltre al successo con le ragazze, immagino)?

Alessandro: Consiste innanzitutto nel battersi per far scomparire il virgolettato da mestiere quando se ne parla. Noi lavoriamo una media di 10 ore al giorno, sette giorni su sette. Ovviamente, proprio come dici tu, siamo circondati da ragazze vogliose, per aiutarvi a capire cosa si prova vi consiglio di immaginarvi una decina di ragazze in bikini che ci fanno aria con delle foglie di palma, tuttavia avendo a malapena il tempo di dormire… Leggende a parte, la nostra fortuna è fare un mestiere che ci piace, in cui siamo completamente liberi ed indipendenti nel processo creativo. La parola youtuber non ci piace, è lontana da noi, troppo legata al ragazzino in cameretta, noi siamo creators, se volete rimanere anglofoni, creatori di contenuti. I nostri contenuti poi possono essere caricati su Youtube, mandati in onda in tv, oppure portati sul un palco, come l’esperienza del nostro tour ha dimostrato.

Alessio: Il bello di questa mestiere è che si tratta di pura creatività. Riuscire a vivere grazie alle proprie idee è la vera bellezza di qualsiasi lavoro creativo.

Sono tantissimi i ragazzi che sognano di diventare bravi e famosi come voi. Che consigli dareste loro? E quali sono gli errori da evitare?

Alessandro: Se sogni di diventare famoso sei un deficiente. Probabilmente gli direi questo, certo glielo direi sorridendo, soprattutto se ha tra i 13 e 17 anni; fosse più grande sorriderei di meno. Non è facile questo mestiere e molti giovanissimi rischiano di rovinarsi inseguendo un sogno. Lasciare la scuola con una videocamera in mano e tanta passione può sembrare romantico, ma è stupido.
A chi, invece, ha davvero qualcosa da dire e sta seguendo in modo responsabile la sua passione posso solo dire “labora et labora”, l’unico modo affinché il mondo possa considerare la tua passione un mestiere è essere il primo a farlo.

Alessio: Sembrerò banale ma l'errore da evitare assolutamente è quello di ''credersi arrivati'', in nessun lavoro creativo si è mai arrivati da nessuna parte. Il consiglio è quello di non farsi mai il bagno dopo aver mangiato, aspettate 3 orette. Se crepate non potete diventare bravi e famosi.

Ho letto che Alessio a volte preferisce definirsi “disoccupato” piuttosto che spiegare cosa fa realmente. Ma quella dello youtuber è un'attività intensa che può anche aprire altre porte. Ci raccontate della vostra esperienza a Italia Uno?

Alessandro: Creatore di Contenuti! La televisione vive un inevitabile ritardo nei confronti del web, un anno dopo la nascita del fenomeno “Esperimento Sociale” su Youtube, Italia Uno ha deciso di creare un format che trattasse questa tematica, poteva non chiamare i genitori?

Alessio: Preferisco definirmi ''disoccupato'' perché quando mi chiedono che lavoro faccio e io dico ''lo youtuber'' poi devo passare la successiva mezzora a spiegare in cosa consiste il lavoro.

In realtà il nostro lavoro comprende attualmente tanti impieghi: autori, videomaker, attori ecc. Come hai detto tu è un'attività intensa ma ''nascosta'', nessuno sa realmente il lavoro che c'è dietro. Speriamo che ci porti ad aprire più porte possibili, in sostanza diventeremo degli ottimi fabbri. Fattore Umano invece è stata un'esperienza formativa utile perché in quel periodo tra Tv e Youtube lavoravamo 7 giorni su 7, 18 ore su 24. Questo ritmo alto ci ha fatto capire che potevamo fare di più, infatti una volta finita la trasmissione abbiamo continuato con quel ritmo però solo per il nostro canale. Vorrei però citare un’altra esperienza lavorativa che è stata molto utile per il nostro lavoro, cioè la trasmissione ''Quanto Manca'' su Rai2 ad Ottobre 2014, prima di Italia Uno. Era un varietà in diretta che andava in onda in seconda serata che, a differenza di Fattore Umano, ci faceva produrre contenuti con fini comici. Ci siamo scontrati quindi con un linguaggio comico con ritmi differenti da Youtube ed è stato molto molto utile.

Come nasce una candid? Su cosa bisogna puntare per far ridere gli spettatori?

Alessandro: Una candid può nascere prima di addormentarsi, mentre si mangia, quando si assiste ad una scena particolare per strada oppure anche mentre si “ragiona” seduti in bagno. Sono molteplici le situazioni in cui può arrivare l’idea, ciò che però accomuna tutte le candid è il momento di scrittura, quello in cui ci troviamo, ci sediamo e a partire dall’idea scriviamo tutto il resto. Non posso svelare così tutti i nostri segreti, ammesso che ce ne siano, posso parlarti della mia teoria delle meta-realtà. In breve, in ogni candid esistono tre piani di realtà, quello dello spettatore che guarda da casa, la realtà effettiva e la meta-realtà, creata da noi e paradossale, in cui è immersa la vittima; quando per quest’ultima la meta-realtà coincide con la realtà effettiva, lo spettatore ride (ovviamente nella sua realtà).

Alessio: Far ridere è una cosa che mi spaventa, cioè è una delle cose più difficili al mondo, non c'è un punto fermo sul quale puntare. Quando siamo in fase di scrittura pensiamo sempre se farebbe ridere noi, e di conseguenza pensiamo che potrebbe fare ridere anche altra gente.

Oltre a far divertire chi vi segue, spesso vi lanciate in esperimenti sociali più “seri”, come ad esempio i video sui senzatetto, sull'omofobia e tanti altri... Cosa ci dite di questo vostro impegno sociale?

Alessandro: Diciamo che avere un milione di persone che ci seguono, oltre ad essere un piacere, è una responsabilità. Soprattutto considerando i molti giovani iscritti al nostro canale, ci è sembrato giusto fin dall’inizio sfruttare il rapporto che avevamo con loro per lanciare dei messaggi semplici ma precisi.

Alessio: Ogni tanto è doveroso mandare un bel messaggio e mettere in luce argomenti che spesso, soprattutto sui social, vengono trattati in maniera poco appropriata.

Candid preferita, quella più faticosa da realizzare e quella che vi ha dato più soddisfazioni?

Alessandro: La mia candid preferita dobbiamo ancora girarla, quella più faticosa coincide con quella che mi ha dato più soddisfazioni, non è una candid, ma un esperimento sociale: abbiamo vissuto una giornata in sedia a rotelle, facendo un confronto tra le barriere architettoniche di Milano e Lubiana.

Alessio: La più faticosa è stata ''Visitare Città in Sedia a Rotelle: Milano VS Lubiana'' dove abbiamo voluto capire, sulla nostra pelle, cosa si prova a vivere su una sedia a rotelle. Per farlo abbiamo messo a confronto due città, Milano e Lubiana, cercando di capire quale delle due sia più avanzata rispetto all'abbattimento delle barriere architettoniche. Invece la candid che ci ha dato più soddisfazioni non saprei, sono sincero, ne scriviamo e giriamo talmente tante che non me le ricordo neanche più.

Un pregio e, soprattutto, un difetto dell'altro?

Alessandro: Ale è un gran lavoratore e un ottimo autore di scherzi, ma è più permaloso di qualsiasi ragazza io abbia mai conosciuto!

Alessio: Parto dal difetto che mi è più facile. Pensa di essere superiore a qualsiasi cosa, credo che alla sera ringrazi e preghi se stesso. Un pregio invece è che è molto brillante.

I theShow tra dieci anni?

Alessandro: Spero di essere felice (e ricco, non vorrei sembrare troppo romantico).

Alessio: Disoccupati esattamente come ora.

Mandate un messaggio ai vostri discepoli...

Alessandro: Siate i primi a credere in ciò che fate, ma anche i primi a metterlo in discussione.

Alessio: Coltivate ogni singola passione perché potrebbe diventare il vostro lavoro, e chi fa un lavoro che ama non lavorerà mai neanche un giorno della sua vita. Disoccupati a vita.

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate.

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

 

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