Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Storie under 30, freediving e filmmaking

Di Gian Luca A. Lamborizio
foto Valerio Perini (1)

Più che uno sport, uno stile di vita. Un modo per conoscere se stessi con maggiore intensità e per confrontarsi con il proprio corpo. Così Valerio Perini (http://www.valerioperini.com/), under 30 romano, parla del freediving.

Uno sport giovane che affascina sempre più appassionati e che offre la possibilità di esplorare magnifici scenari sconosciuti.

Valerio ci parla di questo mondo, delle immersioni in apnea e di come le ha affiancate alla sua attività di filmmaker, praticando la fotografia subacquea.

 

Valerio, partiamo da te. Chi è Valerio Perini e di cosa ti occupi, principalmente, nella vita di tutti i giorni?

Sono un ventisettenne romano e vivo nella giungla del filmmaking e postproduzione video; collaboro con varie realtà come freelance a Parigi e Londra e da anni sono video editor su Roma.

 

Vuoi parlarci ora di una delle tue grandi passioni, il freediving? In cosa consiste e come e quando hai iniziato a praticarlo?

Etimologicamente apnea significa assenza di respiro e come disciplina consiste nel trattenere il respiro più a lungo possibile. Si può stare fermi immobili o seguire una distanza orizzontale in piscina o in profondità in mare.

Ho iniziato ad avvicinarmi all’apnea circa due anni fa, dopo i classici anni di amore e di pratica di discipline acquatiche.

Sono cresciuto negli anni '90 con i miti di Patrick de Gayardon e Umberto Pellizzari, vere icone della verticalità e sono sempre stato affascinato dalla vita marina, dall’esplorazione e dalla natura in ogni sua forma.

Ho frequentato il corso base Apnea Academy presso la FreeDiversItalia a Roma con l’istruttore Marco Cosentino che adesso è un amico oltre che un punto di riferimento per la sua grandissima competenza ed esperienza internazionale anche come safety diver nelle gare in profondità e da allora non mi sono piu fermato…

 

Hai detto che non lo consideri uno sport ma piuttosto “uno stile di vita”; come mai? Cos'è che rende unica l'esperienza del freediving?

Quando ho iniziato a fare apnea non immaginavo assolutamente che trattenere il respiro potesse essere oltre che un’attitudine fisica più o meno complessa, una scoperta interiore meravigliosa. Non è semplicemente uno sport in cui alleni prestazioni e capacità ma è soprattutto un costante confronto con sé stessi, con il proprio sentire. Ha molto a che fare con la percezione di noi, del nostro corpo e della nostra mente.

Sott’acqua tutto è amplificato, tutto è più vicino a noi e nel silenzio dell’acqua che ti avvolge esiste solo il presente, l’adesso e questo è il momento e il modo per conoscersi ancora di più.

 

Molti, forse, provano un certo timore verso questa disciplina. Ma è veramente molto pericolosa o, se praticata nel modo e con l'atteggiamento “giusti”, si riesce a contenere il rischio in percentuali accettabili?

L’apnea è uno sport giovane, sia le competizioni che i tentativi di record spingono i limiti sempre oltre, ma il livello di sicurezza è sempre alto e in miglioramento. L’apnea cosiddetta “ricreativa”, quella che pratico io, è un’attività sicura, va fatta chiaramente in certe condizioni, rispettando le norme di sicurezza e soprattutto rispettando noi stessi e il mare.

 

Come ti prepari per affrontare le immersioni?

Ogni tuffo è unico e diverso ma quello che ricerco sempre prima di immergermi è la stessa sensazione di pace interiore e rilassatezza fisica, unita a un'attenzione naturale al qui e ora.

 

La sensazione piu bella in apnea?

Quando faccio apnea sul cavo in mare, tra i quindici e i diciassette metri di profondità, il mio assetto diventa negativo, cioè cado naturalmente verso il fondo. Rallento e smetto di pinneggiare e mi godo la caduta libera, a occhi chiusi, una mano sul cavo mi dà la percezione della discesa ma ti senti senza peso e il tuo corpo è il tuo orologio. Una sensazione unica. Una libertà estrema.

 

Per quanto riguarda invece il tuo lavoro, come è nato l'interesse per il filmmaking e quando hai capito che sarebbe potuto diventare la tua professione?

Causa padre cinefilo, per casa giravano sempre libri e vhs sulla nouvelle vague, addirittura anche i chaiers du cinema, ma li ho ignorati abbondantemente fino a quando poi all’università li ho saputi apprezzare. Parallelamente, al D.A.M.S. sperimentavo col video e la fotografia e tutto è iniziato come un gioco inconsapevole.

Poi il primo lavoro come video editor e poi come filmmaker… progetti diversissimi l’uno dall’altro che mi hanno dato la possibilità di confrontarmi con realtà produttive diverse, incrementare le mie abilità e competenze specifiche e conoscere tante persone… da lì ho iniziato a guardarmi intorno ed eccomi qua.

 

Sei tra i pochi fortunati che riescono spesso a unire il lavoro alla propria passione. Quali sono le peculiarità e le soddisfazioni della fotografia in apnea?

La fotografia subacquea appartiene da sempre allo scuba diving, alle immersioni con le bombole; chi fa apnea non scende per guardare né per fotografare ma per vivere il proprio viaggio… Fare foto e video in apnea – one breath videography – è un’esperienza ancora piu sensoriale. Lo scatto è già nella testa prima del tuffo, poi quando sei lì hai il tempo solo dell’intuizione. Da poco ho avviato una partnership con il brand Meikon che produce custodie subacquee e utilizzo con grande soddisfazione i loro prodotti.

 

Qual è il reportage che ti è piaciuto di più realizzare? E quello che sogni invece ancora di fare?

Difficile dirlo… le sessioni di apnea profonda sull’isola di Giannutri mi hanno sempre regalato immagini notevoli… forse quest’anno proverò a fare apnea su qualche relitto ma il sogno della vita rimane sempre quello di immergermi insieme a creature meravigliose come balene o mante.

 

Per finire, quali sono i progetti futuri e quale il sogno nel cassetto di Valerio Perini?

Mi piacerebbe consolidare e creare nuove collaborazioni con realtà fuori dall’Italia. Da un po' di tempo vorrei organizzare un viaggio in Asia, e magari fare un training di apnea in Thailandia! Vediamo…

 

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di “AAA Futuro cercasi. Essere giovani in tempo di crisi” e di “Penombra”, edito da Eretica Edizioni. Editor e digital pr, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate. http://lambagency.it/

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

Commenti


    In Vetrina

    Federica Pellegrini in passerella: sexy bikini. Foto. E Magnini...
    Zurich Connect

    Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

    casa, immobiliare

    Abiti sartoriali da Uomo, Canali

    Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.

    RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
    Finalità del mutuo
    Importo del mutuo
    Euro
    Durata del mutuo
    anni
    in collaborazione con
    logo MutuiOnline.it