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Io Uomo tu Robot
Sculture interattive per nuove sinergie tra arte e robotica

Arte e tecnologia possono apparire come due realtà tra loro molto distanti anche se hanno  prodotto alleanze e relazioni attraverso un rapporto di profonda influenza reciproca che non appartiene solo al nuovo millennio, caratterizzato da un susseguirsi rapido delle nuove tecnologie, trovando le proprie radici radicate nel tempo.

L’etimologia stessa  del termine tecnologia  definisce lo stretto intreccio del suo rapporto con l’arte derivando dal greco"tékhne-logìa", letteralmente " trattato sistematico su un'arte ".

Diverse sono le attività di ricerca e sperimentazione realizzate nel tempo attraverso uno stimolante e continuo dialogo fra arte, scienza e tecnologia per arrivare, con la robotica, a superare  la frontiera relazionale e dove è l’opera stessa a rispondere, parlare, fruire di autonomia grazie ai propri sensori in grado di reagire alla presenza dello spettatore.

L’Arte interattiva (detta anche interactive art)  è una forma di espressione artistica che indaga la relazione tra l’opera d’arte e lo spettatore  che assume un ruolo attivo nella contemplazione dell'opera ed il tutto grazie all’utilizzo delle tecnologie più innovative.  

Forma d'espressione che comunica senso unicamente in presenza della partecipazione attiva del pubblico, l'Arte Interattiva elimina la distanza sacrale che da sempre contraddistingue il rapporto tra opera d'arte e fruitore: se il fruitore rimane passivo, l'opera semplicemente non esiste ” .  Fausto Tomei, Arte interattiva-Teoria e artisti        
Gli spazi di contiguità tra letteratura, cinema, arte e tecnologia offrono spunti di riflessione per tutta una serie di relazioni che li coinvolge, ancora da indagare e decifrare, ed è proprio in questi contesti che la “macchina”  può trovare una sua possibile promessa di “umanizzazione”.

A Pisa  nel mese di settembre del 2017   si è tenuto il Festival della robotica promosso da Comune di Pisa, Fondazione Arpa, Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna che ha presentato la robotica nelle sue molteplici applicazioni  e tra i numerosi eventi anche un convegno  su “Robotica e arte” che ha messo in luce i due aspetti in cui un robot può essere utilizzato in questo ambito: come medium artistico e come oggetto stesso dell’opera.

Arte, scienza e tecnologia, attraverso la robotica

Ale Guzzetti è tra i primi artisti italiani dediti all’indagine sui rapporti tra arte, scienza e tecnologia, attraverso la robotica e fin dagli anni Ottanta l’artista ha utilizzato l’elettronica per realizzare installazioni capaci di interagire con lo spettatore e le sue sculture in alluminio, plastica e circuiti elettronici sono in  grado di scrutare l’ambiente e di dialogare con esso.

Un’arte relazionale che partendo dalle prime sculture sonore è arrivata  alle recenti ricerche decisamente orientate alla robotica. I suoi Robots portrait e Affective Robots sono busti scultorei in alluminio, plastica e circuiti elettronici, dotati di grandi occhi tecnologici che permettono alle opere non solo di cercare un’accettazione, ma di scrutare l’ambiente, interagire con l’osservatore chiamato ad una partecipazione attiva attraverso un intreccio di identificazioni e di relazioni cognitive che ci fanno entrare in immediata empatia.           
Per realizzare queste opere risulta fondamentale la presenza di sensori in grado di intercettare le sollecitazioni provenienti dall’ambiente per attivare, conseguentemente, suoni, parole, musica.

Scrive Ale Guzzetti “ In ogni tecnologia è sottesa, all’apparente razionalità, una spiritualità che ricerca motivazioni. Ci trasformiamo in esseri sincretici capaci di unire scienza, arte e spiritualità “.

“Le Sculture che osservano, Arte interattiva: dall’elettronica alla robotica” : il progetto di Ale Guzzetti e Nuzoo Robotics

Le Sculture che osservano, Arte interattiva: dall’elettronica alla robotica” è il nome del progetto che Ale Guzzetti ha realizzato in collaborazione con l’ l’azienda di robotica  Nuzoo Robotics. Una nuova sinergia tra la tecnologia e l’arte dove l’originalità la ritroviamo nelle sculture che accolgono al loro interno l’innovazione robotica. Una collaborazione che nasce dall’esigenza dell’artista di animare  le Sculture interattive che osservano e seguono lo sguardo dello spettatore   in modo del tutto  naturale grazie all’introduzione di sofisticati sistemi elettronici collocati nell’anima delle sculture.


Da questa collaborazione nascono “le Sculture che osservano, Arte interattiva: dall’elettronica alla robotica”.  Grazie a NuZoo questo lavoro dell’Arch. Guzzetti interagisce con l’ambiente circostante. L’azione di rovesciamento dello sguardo viene portata a compimento. Le sculture osservano e seguono lo spettatore. 

 In modo incredibilmente naturale siamo stati artefici e spettatori dell’incontro fra passato e futuro, fra la voglia di mantenere l’originalità di un’arte accurata che accoglie dentro di sé l’innovazione della robotica pura. 
Fino a quel momento le nostre intelligenze artificiali erano state realizzate unicamente per venire in aiuto all’uomo per ambiti come la sicurezza, la cura delle persone, ma mai per l’arte. Questa esperienza è stata ed è motivo di gran soddisfazione. Soddisfazione e stupore ci accompagnano nel vedere la nostra tecnologia applicata ad una busto di Michelangelo o ad un quadro appeso ad una parete, mentre segue con i propri occhi i movimenti di chi lo guarda o lo osserva incuriosito
” (Fonte Nuzoo Robotics).

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