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Emergenza carceri: il record di 60.000 detenuti è vicino

Proprio come aveva anticipato un mese fa AffariItaliani, le carceri italiane stanno per scoppiare: alla fine del mese di ottobre, infatti, i reclusi sono balzati a quota 59.803, quindi sono 528 in più rispetto ai 59.275 detenuti di fine settembre e a un passo dal totale di 60mila che rappresenta un limite pericoloso di sovraffollamento. I detenuti stranieri oggi sono 20.189, contro i 20.098 di fine settembre.

I detenuti in sovrannumero rispetto alla capienza regolamentare delle 190 carceri italiane, che ufficialmente dovrebbe essere di 50.616 posti, sono attualmente 9.187. Per “capienza regolamentare”, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) calcola che in una cella per più persone debbano esserci 9 metri quadri a disposizione per il primo detenuto, più 5 metri quadri per ciascuno degli altri. Se la cella è per quattro persone, insomma, i metri in tutto devono essere almeno 24.

L’escalation degli ingressi in prigione è continua e apparentemente senza sosta: al 30 settembre i detenuti in sovrannumero erano 8.653, alla fine di agosto erano 8.513. I numeri del sovraffollamento risulterebbero poi maggiori se si sottraessero dai posti disponibili circa 5 mila celle inagibili che, invece, vengono conteggiate per arrivare al totale di 50.622.

Un sintomo inquietante del disagio che provoca questa situazione è quello dei suicidi. L'ultimo è avvenuto nel carcere di Salerno, dove il primo di novembre si è uccisa una reclusa: con due mesi di anticipo, si è così superato il record dell'anno scorso. A oggi risultano 53 suicidi nei primi dieci mesi, contro i 52 calcolati in tutto il 2017.

Da mesi i sindacati della Polizia penitenziaria segnalano che la situazione è a rischio. Continuano le aggressioni ai loro danni, con un ritmo e un’intensità davvero preoccupanti. Tanto che il capo del Dap ha appena stabilito che i detenuti più pericolosi possano e debbano essere immediatamente trasferiti in carceri o in sezioni speciali, dove sia possibile controllarli meglio.

Nelle prigioni italiane resta irrisolto anche il problema della permanenza dei bambini dietro le sbarre, malgrado il dramma dei due figli uccisi dalla detenuta di Rebibbia femminile a metà settembre. Sono ancora 42 le mamme detenute, con un totale di 50 figli al seguito, 19 dei quali vivono in carcere: il resto dei bambini viene ospitato negli “Istituti a custodia attenuata”, che però restano all’interno del perimetro penitenziario.

 

 

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