A- A+
Zoom
Legittima difesa, il tabaccaio Birolo assolto dopo un'odissea lunga sei anni

La madre e la sorella di Igor Ursu, il moldavo ventiduenne che la notte tra il 25 e il 26 aprile 2012 morì durante una rapina in una tabaccheria padovana, dovranno farsene una triste ragione. Perché ieri la Corte di cassazione ha assolto definitivamente Franco Birolo, il tabaccaio di Civé di Correzzola che quella notte l’aveva ucciso.

Svegliato dal forte rumore che aveva sentito nel negozio sottostante, Birolo era sceso velocemente da casa, armato di una pistola Glok calibro 9 per 21. Quattro rapinatori slavi avevano appena usato un’automobile come ariete, lanciandola contro la vetrina della tabaccheria, e stavano razziando il suo interno. Agli inquirenti Birolo, un passato da paracadutista nella Brigata Folgore, aveva raccontato di essere entrato in negozio e di aver subito visto un’ombra che si scagliava contro di lui da dietro il bancone. Spaventato, aveva sparato. Il colpo aveva ferito mortalmente Ursu, che era riuscito a fare soltanto pochi passi verso la chiesina di Civé e proprio lì la polizia, accorsa poco dopo, aveva trovato il suo cadavere. Birolo era riuscito a bloccare uno solo dei suoi complici, gli altri due erano riusciti a darsi alla fuga.

Proprio mentre in questi giorni si torna a parlare di una profonda revisione delle norme del Codice penale sulla legittima difesa, l’Odissea giudiziaria del tabaccaio ripropone il tipico paradigma delle storture incarnate dal nostro sistema penale. Sei anni fa, infatti, Birolo era entrato nel più classico degli incubi: era stato indagato per omicidio volontario dalla Procura di Padova, poi l’accusa era stata ridimensionata in omicidio da eccesso colposo di difesa. E malgrado nel processo di primo grado la stessa accusa avesse chiesto l’assoluzione dell’imputato, nel gennaio 2016 il tabaccaio era stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione perché il giudice era stato convinto dalle perizie che il rapinatore avesse le mani alzate al momento dello sparo: il proiettile era entrato dalla zona ascellare destra ed era uscito dalla zona ascellare sinistra.

La parte più controversa della vicenda giudiziaria, e quella che due anni fa aveva destato più scalpore, aveva riguardato il risarcimento del danno. In quello stesso primo grado, infatti, Birolo era stato condannato anche a versare 325.000 euro alle due familiari del rapinatore; 225 mila euro a favore della madre e 100 mila a favore della sorella del morto.

Nel giudizio d’appello, l’anno scorso, la condanna era stata trasformata in un’assoluzione per legittima difesa. La Procura generale non aveva fatto opposizione. Contro quella sentenza, invece, la madre e la sorella di Urso avevano subito presentato ricorso in Cassazione. I supremi giudici, ora, mettono fine alla vicenda. Le loro motivazioni devono essere ancora depositate, ma è evidente che si sono convinti che, malgrado fossero disarmati, i quattro banditi slavi avessero comunque dato prova di una pericolosa aggressività: davanti a quell’aggressività, Birolo si era soltanto difeso.

Oggi il tabaccaio dice di “non avere certo brindato alla sentenza”, ma di avere “tirato un sospiro di sollievo”, anche se si dice comunque preoccupato che si possano riaprire ferite “con nuove cause civili” intentate dalle due donne. Scuote la testa, Birolo: “Sono stati sei anni molto duri per me e per la mia famiglia”. E sospira: “Non c’era alcun motivo per continuare questo processo, tutto poteva essere chiuso prima. Siamo andati oltre ogni logica, per tornare al punto di partenza che tutti conoscevamo. A me resta comunque addosso il segno indelebile di avere tolto la vita a una persona: e questo ha cambiato per sempre la vita mia e della mia famiglia”.

In ottobre il negoziante aveva annunciato di aver messo in vendita la tabaccheria per fare fronte a tutte le spese subite in questi sei anni. “La sto chiudendo proprio in questi giorni” conferma “e spero di trovare presto un compratore”. Da domani, Birolo farà l’agricoltore.

Tags:
franco biroloigor ursu

in evidenza
La moglie rompe il silenzio "Michael è un combattente e..."

Schumi, parla Corinna

La moglie rompe il silenzio
"Michael è un combattente e..."

i più visti
in vetrina
Massimiliano Allegri e Ambra Angiolini si sposano: nozze a giugno 2019

Massimiliano Allegri e Ambra Angiolini si sposano: nozze a giugno 2019

Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Moto Guzzi. L’Aquila torna… in pista con il Trofeo “Fast endurance”

Moto Guzzi. L’Aquila torna… in pista con il Trofeo “Fast endurance”

Abiti sartoriali da Uomo, Canali

Dal 1934 Canali realizza raffinati abiti da uomo di alta moda sartoriale. Scopri la nuova collezione Canali.


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2018 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.