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"Mucca pazza": macellaio muore a Venezia. Non c'è allarme, ma...

Ricordate l’allarme per “mucca pazza”? Era il 2001 quando in Italia esplose la psicosi collettiva per l’encefalopatia spongiforme bovina (internazionalmente definita Bse, da Bovine spongiform encephalopathy): si discusse a lungo se fosse in grado d’infettare anche l'essere umano, sotto la forma del famigerato “morbo di Creuztlfeldt-Jacob”. Di mucca pazza si scrisse per mesi, per anni, anche troppo, fra abbattimenti di capi, sequestri di mangime, controlli, divieti...

Ebbene, lunedì 9 luglio l’Italia ha registrato purtroppo un raro, nuovo decesso da mucca pazza: dopo tre anni e mezzo di malattia, nell’ospedale di Mirano (Venezia), è morto Sergio Fusaro, 73 anni, macellaio di Martellago (sempre Venezia). La moglie racconta al Gazzettino che “tutto è iniziato tre anni e mezzo fa, con una brutta caduta. Siamo andati al pronto soccorso, i medici si sono insospettiti, gli hanno fatto le analisi e il prelievo di midollo, e ci hanno detto che c’era un problema: mio marito aveva contratto il morbo”.

Il primo caso accertato di morte da morbo di Creuztlfeldt-Jacob, in Italia, risale al febbraio 2002: toccò in sorte a una ventisettenne di Milano, ricoverata all'ospedale neurologico Besta. Se n’era registrato un altro a Livorno, nel 2011. Poi, più di recente, si sono segnalati alcuni decessi: tre nel 2017, a Padova, a Ravenna e nel Pistoiese; nei primi mesi del 2018 c'è stata un’altra morte (sospetta) ad Arezzo e una accertata a Padova. Ora c’è il nuovo caso di Venezia...

All’inizio dello scorso decennio, la Bse era stata trattata in Europa come una vera e propria epidemia. Anche se non esistono prove certe della trasmissibilità dal bovino all’uomo, nel corso degli anni, a causa del numero crescente di decessi, l’allarme si era tradotto nel divieto europeo di vendita delle carni non disossate (la bistecca fiorentina fu per anni una delle vittime di quel divieto) e delle farine animali per nutrire il bestiame.

Oggi si ritiene che l'encefalopatia spongiforme bovina sia stata sradicata in tutto il continente. Ma le morti umane (comunque rare) attribuite al morbo di Creuztlfeldt-Jacob continuano, sia pure in uno stillicidio senza continuità. Anche in Italia. Nel caso del povero macellaio di Martellago, i medici avevano diagnosticato il morbo in stato avanzato, e poiché non esiste terapia gli avevano dato appena sei mesi di vita. “Ha resistito con una grande forza di volontà” racconta la moglie.

Anche per questa resistenza della vittima, i medici sono molto interessati al caso: la strenua sopravvivenza di Fusaro è anomala e ha cause sconosciute. Oggi all’ospedale di Vicenza verrà eseguita l’autopsia, concessa dalla famiglia, che forse renderà possibile capire qualcosa di più della misteriosa malattia: “La speranza di tutti” dice la signora Fusaro “è che gli esami possano dare una risposta su come Sergio abbia contratto il morbo, e anche a suggerire una via per le cure. Speriamo solo che il calvario di mio marito possa essere d’aiuto a chi soffre”.

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mucca pazzamortiallarmeencefalopatia

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