Cronache

Suicidio assistito, Sibilla Barbieri è morta in Svizzera

 


Roma, 6 nov. (askanews) - Sibilla Barbieri è morta in Svizzera dopo aver scelto di porre fine al dolore e alla malattia con il suicidio assistito. La notizia arriva dall'associazione Luca Coscioni per la quale l'artista era anche consigliera.Dopo essersi autosomministrata il farmaco letale in una clinica svizzera la regista Sibilla Barbieri "ha potuto vedere le sue volontà rispettate", scrive in una nota l'associazione.L'autrice, di 58 anni "era paziente oncologica terminale e consigliera generale dell'associazione 'Luca Coscioni', dopo il diniego della sua Asl - si sottolinea "era stata costretta ad andare all'estero per poter ricorrere all'aiuto medico alla morte volontaria. La richiesta alla Aazienda sanitaria locale di Roma era stata inviata ad agosto perché Barbieri aveva tutti i requisiti previsti dalla sentenza n. 242/19 della Corte costituzionale e quel diniego è ingiusto e crudele per potersi addormentare nella sua casa" della Capitale.Ma "dopo le verifiche effettuate a metà settembre" in seguito ad una diffida, l'Asl ha "comunicato alla donna il diniego motivato dal fatto che non possedeva tutti e 4 i requisiti previsti dalla sentenza CappatoAntoniani della Corte costituzionale per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita (1. che la persona sia capace di autodeterminarsi, 2. affetta da patologia irreversibile, 3. che tale malattia sia fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che la persona reputi intollerabili e 4. che sia dipendente da trattamenti di sostegno vitale)".Quindi si spiega: "In particolare l'équipe medica ha ritenuto che alla donna mancasse il requisito della dipendenza da trattamento di sostegno vitale. Sibilla Barbieri era invece dipendente da ossigenoterapia e da farmaci per il dolore che, se interrotti, avrebbero portato velocemente a una morte dolorosa".