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Cannes, il set perfetto per il mistero della Maschera di Ferro

 

Cannes (askanews) - Chi si celava dietro la maschera di ferro? Il primo fu Voltaire, che ci perse il sonno, dopo che da prigioniero alla Bastiglia ne apprese l'esistenza. Poi Alessandro Dumas padre ne fece un romanzo. E fino ad oggi sono stati oltre 3 secoli di accurata disinformazione. Tanto che neanche la ricerca storiografica finora è riuscita a mettere un punto finale. E' la trama misteriosa di un film, anzi dei tanti film che questa storia ha ispirato, che non poteva non avere come scenario, incredibilmente, proprio una delle città simbolo del cinema, Cannes.Una delle più belle perle della Costa Azzurra, signorile, elegante, testimone mondiale della cinematografia d'autore, nasconde a solo qualche miglio marino, sull'Isola di Sainte-Marguerite, il segreto meglio celato della storia di Francia. Il fatto è noto: c'è la fortezza divenuta prigione eccellente all'inizio per un solo detenuto, per volere diretto del Re Sole, Luigi XIV. C'è una cella dotata di comfort eccezionali, dal camino alla latrina, affrescata, con annesso spazio analogo per un servitore. Soprattutto c'è quell'uomo, obbligato a indossare un cappuccio chiuso da una struttura in metallo. Ma la visita, che il turista attento in viaggio per la Costa Azzurra non può farsi sfuggire (bastano pochi minuti di navigazione dallo spettacolare porto turistico di Cannes), permette di assaporare, nella natura unica e nel silenzio altrettanto protagonista, la storia lì proprio dove è avvenuta. Il gemello di Luigi XIV? Il fratellastro? O il padre naturale. Sono solo alcune teorie, ma basta varcare la porta di questa cella, comunque regale, per essere trasportati in un mondo di cappa e spada. Perchè quello spazio di reclusione non ha nessuna normalità. Lo conferma ad askanews Christophe Roustan Delatour, vice direttore dei musei di Cannes:"No, non è una cella normale per il tempo in cui è stata costruita, poi ha misure di sicurezza eccezionali. L'ordine del Re era dunque quello di garantire che il prigioniero non fosse in grado di comunicare a nessuno la sua identità. Dunque si tratta di un vero sistema, più che di una sola cella, molto originale per l'epoca, e soprattutto eccezionale nel risultato, visto che non sappiamo ancora il nome del prigioniero dopo averlo cercato per oltre 350 anni. Un mistero, con un prigioniero divenuto un mito, una leggenda. Così oggi storicamente risulta difficile risalire alla verità ma di certo sappiamo che in questa cella, per 11 anni l'uomo dalla maschera di ferro fu tenuto prigioniero".Pur avendo girovagato per diverse località dei territori del Re Sole, finendo poi alla Bastiglia, con analoghe e insolite comodità, la maschera di Ferro non ha mai lasciato traccia evidente del suo vero nome. Innescando quel meccanismo di morbosa curiosità che ancora oggi avvolge la vicenda. Guardando nei dettagli di una visita che propone anche affascinanti scorci naturalistici, oltre che archeologici sin dall'epoca romana grazie anche ai ritrovamenti dei relitti nel braccio di mare che separa l'isola da Cannes, qualcosa però rende il mistero ancora più fitto: lo scudo che troneggia all'ingresso della prigione. E' quello di Richelieu, che scelse il posto e volle quelle misure di sicurezza eccezionali. Lui, quando nacque Luigi XIV, di congiure regali ne aveva già viste parecchie.