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Cronache

di  Antonino D'Anna
 

bergoglio ratzinger 500

Un testo indubbiamente “caldo” quello della “Lumen Fidei”, la prima enciclica scritta da due Papi e presentata oggi. Un documento che risente della mano di Ratzinger e che rappresenta una sorta di passaggio del testimone tra i due. Dove temi quali la verità e fedeltà reciproca, insieme all'uguaglianza tra gli uomini in nome di Dio, disegnano un interessante punto di partenza per il futuro del papato di Francesco. Vediamo i punti essenziali del documento:

AMORE, SOLO CON VERITA'- Tra le affermazioni più forti della “Lumen Fidei”: "Amore e verità non si possono separare: senza amore, la verità diventa fredda, impersonale, oppressiva per la vita concreta della persona". Ancora: “La verità che cerchiamo, quella che offre significato ai nostri passi - si legge nel testo pubblicato oggi - ci illumina quando siamo toccati dall'amore”. Infatti, "l'amore stesso è una conoscenza, porta con sé una logica nuova: un modo relazionale di guardare il mondo, che diventa conoscenza condivisa, visione nella visione dell'altro e visione comune su tutte le cose".

AMORE PER SEMPRE, E' POSSIBILE- Il documento si sofferma sull'amore di coppia. Per i Papi: “Promettere
un amore che sia per sempre, è possibile quando si scopre un disegno più grande dei propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l'intero futuro alla persona amata". Anche perché “Un amore falso non supera la prova del tempo”. L'enciclica critica la visione odierna dell'esperienza dell'innamoramento "come qualcosa di soggettivo,improponibile come verità valida per tutti". "L'amore risulta oggi esperienza privata, legata al mondo dei sentimentiincostanti e non più alla verità". "Davvero - si chiede il testo -questa è una descrizione adeguata dell'amore?". "Si deve dire, alcontrario - afferma - che l'amore non si può ridurre a un sentimentoche va e viene". Insomma, una forte presa di posizione in tema di coppie di fatto, famiglie allargate, divorzi facili e convivenze.

VERITA' E FEDELTA' SEMPRE- Ma la verità, la fedeltà, non sono solo nella coppia. "Nella Bibbia, verità e fedeltà vannoinsieme"."Il Dio vero - si legge - è il Dio fedele, colui che mantiene le sue promesse e così assicura la continuità del tempo e permette, nel tempo, di comprendere il suo disegno". "Attraverso l'esperienza dei profeti, nel dolore dell'esilio e nella speranza di un ritorno definitivo alla città santa, Israele - ricorda l'Enciclica - ha intuito che questa verità di Dio si estendeva oltre la propria storia, per abbracciare la storia intera del mondo, a cominciare dalla creazione". E cosi' "la conoscenza della fede illumina non soloil percorso particolare di un popolo, ma il corso intero del mondocreato, dalla sua origine alla sua consumazione".

UGUAGLIANZA IN DIO- Poi l'enciclica si preoccupa della “fraternità universale tra gli uomini”, fondata “sulla loro uguaglianza” in base alle idee della modernità. Ma, scrive la “Lumen Fidei”: “A poco a poco, però, abbiamo compreso che questa fraternità, privata del riferimento a un Padre comune quale suo fondamento ultimo, non riesce a sussistere”. Splendido spunto per garantire alla Chiesa una presenza nella società politica ed anche un punto di partenza per ecumenismo e dialogo interreligioso.

FRANCESCO ESALTA BENEDETTO- Il documento firmato oggi solo da Francesco, è in realtà in larga parte opera del predecessore. Jorge Mario Bergoglio ha parlato di un lavoro “a quattro mani”. Nel testo si chiarisce che quest'enciclica si aggiunge: "a quanto Benedetto XVI ha scritto nelle Lettere encicliche sulla carità e sulla speranza". "Egli - scrive Francesco - aveva già quasi completato una prima stesura di Lettera Enciclica sulla fede. Gliene sono profondamente grato e, nella fraternità di Cristo, assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi".

LA CONSACRAZIONE DELL'SCV A S. MICHELE- I segni di continuità non sono solo, però, nella lettera enciclica. Stamattina papa Francesco ha tenuto un discorso nel piazzale del Governatorato Vaticano dove ha inaugurato – presente anche Benedetto XVI – una statua di San Michele Arcangelo realizzata da Giuseppe Antonio Lomuscio. Il Papa ha detto: “Nel consacrare lo Stato Città del Vaticano aSan Michele Arcangelo, gli chiediamo che ci difenda dal Maligno e che lo getti fuori”. Bergoglio ha sottolineato il valore dell'Arcangelo, definito: “Campione del primato di Dio, della sua trascendenza e potenza.Michele lotta per ristabilire la giustizia divina; difende il Popolodi Dio dai suoi nemici e soprattutto dal nemico per eccellenza, il diavolo. E San Michele vince perché in Lui è Dio che agisce”. Ancora: “Questa scultura ci richiama allora che il male è vinto, l'accusatore è smascherato, la sua testa schiacciata,perché la salvezza si è compiuta una volta per sempre nel sangue diCristo. Anche se il diavolo tenta sempre di scalfire il voltodell'Arcangelo e il volto dell'uomo, Dio è più forte; è sua lavittoria e la sua salvezza è offerta ad ogni uomo”.

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