
“Ti porto la mia amica, è vergine. Tu dammi 100 euro e 4 grammi di coca”. Si allarga sempre di più lo scandalo delle baby squillo. I due uomini in carcere accusati anche di stupro. La 15enne indagata anche per induzione alla prostituzione. Scoperti altri sms: “Il Bamba mi ha chiesto se lo facciamo con una coppia”. La lite con la madre: “Non torno a Roma, se torno riscappo di nuovo. Lasciami vivere la mia vita”. Nell’inchiesta della procura di Roma coinvolti padri di famiglia, imprenditori e manager.
Erano tantissimi i clienti del giro di baby squillo scoperto dagli inquirenti. Sono in molti quelli che gli chiedono rapporti a tre. E sono tutti facoltosi, disposti a pagare molti soldi pur di fare sesso con le giovanissime, magari con due alla volta. Spesso per pagarle usavano la droga, cocaina soprattutto.
Gli indirizzi, i telefoni e i luoghi degli incontri sono stati scoperti dai carabinieri del comando provinciale di Roma. Uno dei posti più utilizzati per questi incontri era l’appartamento affittato da Mirko Ieni, uno degli arrestati per sfruttamento della prostituzione, in viale Parioli 190.
L’altro arrestato è Marco Galluzzo, imprenditore edile di 49 anni. E’ a lui che viene offerta la verginità di una delle ragazzine. La 15enne che si presenta come “Vanessa” gli propone l’amica vergine. Lui le risponde: “Si fa sverginare da me? Allora? Dimmi”. “Lei ci deve stare”. “Però ci dovresti dare almeno 4 di quello che tu sai”.
Emergono altri particolari, come i litigi tra la quindicenne e la madre. Il 25 maggio la donna le manda molti messaggi e le chiede : “Dove sei? Rispondi. Perché non rispondi? A che ora torni”.. Poi le intima di tornare a casa “non puoi dormire fuori.Perché continui a mentire? Non mi importa del video, pretendo che tu dica la verità”. Ma la ragazzina scappa un paio di volte di casa. Ed è proprio la madre a denunciarla ai carabinieri, alla fine, dopo aver capito il giro di prostituzione e droga nel quale era finita sua figlia.
