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Coaching/ Roberto Re ad Affari: “Leader? Matteo Renzi batterà tutti”

Coaching/ Roberto Re ad Affari: “Leader? Matteo Renzi batterà tutti”

 

 video roberto re

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LA VIDEOINTERVISTA 2/ Roberto Re è anche coach di numerosi campioni dello sport. “Il mister più bravo? Antonio Conte. Lo sportivo più forte come testa? Novak Djokovic”
 

Una “pagella” alla comunicazione dei politici italiani reduci dalla campagna elettorale. Da Grillo a Renzi, da Berlusconi a Bersani, da Giannino a Monti: ad esaminare il loro stile e il loro linguaggio è Roberto Re, business e life coach con esperienza ventennale: ha introdotto per primo in Italia le teorie del coaching. Affaritaliani.it lo ha incontrato in occasione della seconda edizione del “Master in public speaking e comunicazione efficace” in programma nei weekend del 22-24 marzo e 10-12 maggio.

“Nella nostra cultura l’aspetto comunicativo è sempre stato trascurato, a partire dalla scuola”,  spiega Re. “Quando diventi insegnante devi dimostrare di conoscere la materia in sè, ma non c’è nessun esame su come la sai insegnare. Eppure ora viviamo nell’era della comunicazione ed è proprio questo aspetto che fa la differenza: a parità di prodotti, servizi e informazioni ormai a disposizione di tutti, diventa determinante il modo in cui proponiamo noi stessi e il nostro lavoro”.

LA PAURA DEL SUCCESSO – Secondo le statistiche parlare in pubblico è la prima paura in assoluto delle persone, la morte si piazza solo quinta. “Avere qualcuno che ci guarda scatena i noi tutta una serie di altre paure: non essere all’altezza, essere criticati, sbagliare, non saper gestire le emozioni”. E c’è perfino la paura del successo: “Sappiamo che il successo inevitabilmente porterà con sè responsabilità, difficoltà, critiche e anche solitudine. Di fronte a un fallimento ci sono sempre gli amici pronti a consolarti, di fronte al successo invece ti ritrovi molto più solo.  Consapevole di tutti questi risvolti complicati, il nostro inconscio spesso sabota il lavoro che stiamo facendo per arrivare a un certo risultato. Così ci capita di fare errori assurdi oppure di perdere motivazione: dopo aver fatto dei passi avanti, ne facciamo subito qualcuno indietro”.

GRILLO – Dalla teoria alla pratica… politica. “Comunicativamente parlando, senza entrare nel merito dei contenuti, Beppe Grillo ha una potenza devastante, che gli altri non possono permettersi. E’ la sua origine di comico gli consente di usare un inguaggio e uno stile fuori dalle righe. Nel suo personaggio però ‘ci sta’. Solo lui può dire a Bersani che è ‘un morto che cammina’ suscitando uno scandalo tutto sommato relativo. Il leader del Movimento Cinque Stelle utilizza molto bene l’esperienza accomulata quando teneva spettacoli one-man-show con un’abilità pazzesca. E’ insuperabile. Sa toccare le corde giuste”.

Grillo spiaggia (1)Guarda la gallery – IL LOOK DEI POLITICI: Il piumino di Grillo,
il loden di Monti, il pullover di Marchionne, il doppiopetto
e la bandana di Berlusconi, i completi di Oscar Giannino

BERLUSCONI vs BERSANI -L’altro grande comunicatore è Berlusconi. “Quando si mette in gioco dal punto di vista comunicativo ha la capacità di spiegare il suo punto di vista così bene che l’ascoltatore è portato a credegli o almeno a mettere in discussione il suo scetticismo. Dall’altra parte c’è l’esempio opposto, che è Bersani. Quando Crozza dice che il leader del Pd a volte non capisce nemmeno se stesso, evidenza delle carenze comunicative: non c’è la stessa capacità di andare al punto e seguire un filo logico”.

RENZI – “Certo, Berlusconi rispetto a 15 anni fa è diventato più prolisso, adattandosi in qualche modo alla comunicazione politica: se lo segui però ti conduce direttamente al punto. Bersani non ha questa forza, che invece ha Matteo Renzi. Il sindaco di Firenze comunicativamente è fortissimo. E’ molto chiaro, preciso, pulito. Usa un giusto mix di ironia e seriosità, fa la battuta ma non esagera. Nel panorama politico non a caso è indicato da molti come l’elemento nuovo, che può sparigliare la politica. Sa arrivare al giovane come all’anziano: è una dote non da poco”.

Renzi è anche ‘americano’ nel suo modo di fare: “Nella politica italiana si tende principalmente a denigrare l’avversario, invece Renzi ha capito che non bisogna cadere troppo nella polemica, come ha fatto lui nella corsa per le primarie del partito, e non bisogna delegittimare l’avversario quando si perde. Quando Romney non è stato eletto si è subito messo a servizio del presidente Obama, con cui si era confrontato in modo acceso fino al giorno prima. Da noi, invece, chi perde inizia a evidenziare tutti i motivi per cui l’altro non doveva vincere e dà dello stupido ha chi lo ha votato. Gli italiani non sono più disposti ad accettare qiesto atteggiamento distruttivo. Ora vogliamo costruire”.

Professionalmente parlando, se Roberto Re dovesse scegliere un politico da seguire sarebbe proprio il sindaco di Firenza: “So tra l’altro che Renzi ha letto il mio libro ‘Leader di te stesso’. Con lui vedo la possibilità di dare un messaggio comunicativo davvero diverso, indpendentemente dal contenuto politico”.

MONTI – “Il Professore ha ovviamente lo stile di un docente universitario: fa della conoscenza e della posizione cattedratica il suo punto di forza. La sua comunicazione è sempre dall’alto verso il basso. Incute rispetto e mette un po’ soggezione, è molto pulita dal punto di vista dell’eloquio e dei contenuti, ma non muove emozioni. Come fanno invece Grillo, Berlusconi e Renzi”. 

GIANNINO – “Il suo stile curioso era il suo punto di forza e l’elemento di rottura: nel look Oscar Giannino è molto congruente, corente col suo modo di essere”.

Maria Carla Rota