Nella corsa a ministro dell’Economia rispunta la famiglia De Benedetti. A far saltare fuori il nome dell’imprenditore, tessera PD numero 1, è stato Fabrizio Barca. L’ex ministro ha rivelato al finto Vendola de La Zanzara di aver ricevuto pressioni (indirette) dal patron de La Repubblica per accettare la guida del dicastero dell’Economia.
L’invito non era invece arrivato da Renzi. Barca non avrebbe comunque accettato, ma la burla di Radio 24 lo ha bruciato definitivamente. Nelle ultime ore, ai nomi di Reichlin e Padoan, è stato affiancato quello di Guido Tabellini. E qui rispunta De Benedetti. Perché l’ex rettore della Bocconi è consigliere di Cir. Nessun dubbio sulla sua specchiata carriera e indubbia competenza. Ma Renzi, già accusato di essere troppo vicino all’imprenditore torinese, dovrebbe valutare se sia opportuno che il ministro dell’Economia arrivi sulla poltrona del Mef partendo da quella di Cir. Perché chi accetterà l’incarico sarà come la moglie di Cesare: non dovrà solo essere onesto, ma anche sembrarlo.
Quella di via XX settembre resta quindi la nomina più intricata. Anche perché tecnici e manager della prima ora si sono defilati. Lo ha fatto l’ad di Luxottica Andrea Guerra. E anche Lucrezia Reichlin ha mostrato alcune perplessità. L’unica auto-candidatura è arrivata da chi non ha alcuna possibilità: Fabrizio Saccomanni.
D’altra parte l’ipotesi “tecnico”, data per certa nei giorni della rottura con Letta, non è scontata. Renzi desidera un uomo di provata fiducia. La lista si accorcia. Non è escluso Graziano Delrio. Sulla fiducia che Renzi depone nell’ex presidente dell’Anci non ci sono dubbi. Ma sarebbe il primo caso di un endocrinologo al ministero dell’Economia.
La vicinanza Tabellini-De Benedetti è di vecchia data: quando il professore era ancora rettore della Bocconi, l’imprenditore donò all’università 3 milioni di euro per finanziare una cattedra. Ecco il reportage di quella giornata del direttore di Affaritaliani.it, Angelo Maria Perrino.
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