
di Paolo Fiore
@paolofiore
Che fine farà via Solferino? L’ultimo parere ufficiale, quello del Ceo Pietro Scott Jovane, non mollava di un millimetro: vendita entro Natale. Ora che anche ottobre è ormai alle spalle, i tempi stringono. L’unica strada finora percorribile porta a Blackstone, il fondo con il quale Rcs tratta in esclusiva. L’operazione potrebbe portare nelle casse del gruppo editoriale circa 120 milioni. Il passo successivo sarebbe l’affitto: il Corriere da proprieterio diventerebbe inquilino.
In questo modo, Jovane potrebbe respirare; Blackstone avrebbe liquidità garantita. E i giornalisti non sarebbero costretti a spostarsi nella torre Rcs, lontana dal centro di Milano. Ma la redazione non ci sta. Una reazione che ha fatto ipotizzare altre soluzioni. La voce più insistente coinvolgeva il gruppo Versace, che avrebbe individuato in via Solferino la sua prossima sede. Ma, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, la maison non ha alcuna intenzione di inserirsi nell’affare.
Non è un mistero che Versace abbia dato mandato a Banca Imi di cercare un socio di minoranza, che entri nel capitale con una quota vicina al 20%. I rumos raccontano di un interessamento di Blackstone, il principale candidato all’acquisto di via Solferino. Ma due più due, in questo caso, non fa quattro. Il fondo, interpellato da Affari, si è limitato a un no comment. A marcare le distanze da via Solferino sono fonti vicine alla casa di moda. Spendere soldi per immobili in questo momento sarebbe – riferisce la fonte – “una follia“. D’altronde, l’immobile Rcs non si incastra con le esigenze del gruppo: è troppo grande ed esoso per la maison. Che allo stesso costo “potrebbe aprire negozi nel mondo”. In più, via Solferino è fuori dal quadrilatero della moda, dove invece Versace è già presente con la boutique di via Montenapoleone e con la sede di via Borgospesso.
La conferma che gli immobili milanesi non sono all’orizzonte di Versace sta anche nella concentrazione sul quartiere generale di Novara, dove ci sono oltre 100 mila metri quadri a disposizione. E dove, a giorni, riferiscono fonti molto vicine alla Medusa, si concluderà il trasferimento delle attività della controllata Veze SA da Stabio (in Svizzera) alla sede piemontese.
