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Gli eredi di Piero Manzoni portano in tribunale Stampa alternativa

E’ POLEMICA A 50 ANNI DALLA MORTE DEL CREATORE DELLA “MERDA D’ARTISTA”/ Gli eredi di Piero Manzoni, morto a soli 29 anni nel 1963, hanno chiesto il sequestro della biografia-verità dell’artista, “Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni”, firmata da Dario Biagi e appena pubblicata da Stampa alternativa (del direttore editoriale Marcello Baraghini) – I DETTAGLI
Arte in vacanza Piero ManzoniPiero Manzoni, Merda d’artista, maggio 1961. Scatoletta di latta e carta stampata cm 4,8x ø 6 Archivio Opera Manzoni

 

Gli eredi di Piero Manzoni hanno chiesto il sequestro della biografia-verità dell’artista, “Il ribelle gentile. La vera storia di Piero Manzoni”, opera di Dario Biagi, appena pubblicata da Stampa alternativa. Come informa in un comunicato la casa editrice, che esprime il suo punto di vista, gli eredi dell’artista “vorrebbero in tal modo impedire la diffusione di una ricostruzione rigorosa e documentata delle vicende umane ed esistenziali del grande artista d’avanguardia, scomparso a Milano, nel suo studio di Brera, cinquant’anni fa, a nemmeno trent’anni. La biografia di Biagi, condotta con tutti i crismi dell’inchiesta giornalistica – testimonianze incrociate, riscontri oggettivi, verifica dei fatti, partendo da incongruenze o semplici stranezze – illumina anche gli aspetti sgradevoli e sottaciuti della parabola manzoniana: il rapporto con l’alcol, la dinamica della morte, le relazioni non precisamente distese con la famiglia nell’ultima fase, cioè dopo il lancio della famosa ‘Merda d’artista’. E lo fa all’interno di una ricostruzione a tutto tondo, equanime e oggettiva, tesa a evitare proprio il cliché dell’artista maledetto, votato all’autodistruzione, e a restituirne invece la complessità e la verità. ‘Il ribelle gentile’ non è solo la storia, priva di censure e reticenze, di un geniale rampollo dell’aristocrazia lombarda, ma l’affresco d’un Paese e d’una città, la Milano tra la fine anni ’50 e i primi anni ’60, incapaci di comprendere le sue lucide, e ancora vitali, provocazioni”. Dopo la querela per diffamazione, la prima udienza della causa è fissata per il 4 dicembre prossimo al tribunale di Milano.