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Alluvione in Nepal, il bilancio dei morti è drammatico: il numero è salito vertiginosamente

Ci sono ancora almeno 1.468 dispersi, anche tre italiani

Alluvione in Nepal, il bilancio dei morti è drammatico: il numero è salito vertiginosamente

E’ cresciuto a 469 morti il bilancio delle inondazioni e frane che hanno colpito il confine tra Nepal e Tibet. I dati aggiornati sono stati comunicati dalla polizia di Kathmandu. La Cina ha fatto sapere che 555 turisti, rimasti bloccati dalla frana vicino al confine sino-nepalese, sono stati evacuati dal Tibet. “Attualmente, 499 residenti e 555 turisti rimasti intrappolati sono stati trasferiti fuori dalla zona“, ha riferito l’emittente statale Cctv, senza specificarne la nazionalità. Le autorità cinesi hanno avvertito che un lago artificiale formatosi in seguito a una frana al confine tra Cina e Nepal presenta un “alto rischio di rottura e conseguente inondazione“. Lo hanno riferito i media statali. “Secondo le previsioni, l’afflusso nel lago potrebbe raggiungere circa 3 milioni di metri cubi nei prossimi tre giorni a causa delle continue piogge, aumentando il rischio di una rottura degli argini che potrebbe provocare inondazioni a valle e potenzialmente causare ulteriori danni in aree come il porto di Gyirong e altre zone a valle”, ha riferito l’agenzia di stampa statale Xinhua.

La Croce Rossa ha lanciato un appello di emergenza per oltre 25 milioni di franchi svizzeri (31 milioni di dollari, oltre 26 milioni di euro) per far fronte alle catastrofiche inondazioni che hanno colpito il Nepal e il Tibet. La Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (Ifrc) ha avviato la raccolta fondi all’indomani dello stanziamento di poco più di 1 milione di euro per sostenere gli interventi di soccorso immediati. L’appello è destinato a coprire le spese per la risposta all’emergenza e per la ripresa a medio e lungo termine nei prossimi due anni. “Mentre stiamo ottenendo un quadro più chiaro dell’entità della devastazione, sappiamo che interi villaggi sono stati spazzati via e che i bisogni aumenteranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni”, ha dichiarato in un comunicato il segretario generale dell’Ifrc, Jagan Chapagain. La lontananza delle zone colpite, unita ai danni alle infrastrutture, rende più difficile sia valutare la reale portata del disastro sia fornire assistenza alle persone che ne hanno più bisogno.

Ecco le ultime novità sui dispersi. Sono in totale almeno 1.468, tra cui almeno 700 stranieri. Insieme, il totale dei dispersi su entrambi i lati del confine è di 1.468 persone, tra cui 178 indiani, 90 americani, 56 ucraini, 51 malesi, 34 australiani, 33 britannici, 30 canadesi, 9 sudcoreani, 9 singaporiani, 8 tedeschi, 8 russi, 6 sudafricani, 6 lettoni, 5 giapponesi, 5 neozelandesi, 4 francesi, 4 spagnoli, 3 belgi, 3 ungheresi, 3 portoghesi e 3 italiani.