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Bollo auto stop nel 2027, esulta anche la Lombardia: esentati oltre 2 milioni di veicoli

Il decreto esenta dal pagamento un’auto fino a 80 kW per contribuente e, a determinate condizioni, moto e ciclomotori. La stima per la Lombardia è di 2,3-2,5 milioni di mezzi. Il governatore Fontana: “Le Regioni non saranno penalizzate”. Lega e FdI rivendicano la misura

Bollo auto stop nel 2027, esulta anche la Lombardia: esentati oltre 2 milioni di veicoli
Foto generata dall’IA

Lo stop al bollo auto deciso dal Governo Meloni avrà un impatto significativo anche in Lombardia. Una quantificazione regionale ufficiale non è ancora disponibile, ma incrociando la platea nazionale indicata dall’esecutivo con il peso della Lombardia sul parco circolante italiano si può stimare che circa 2,3-2,5 milioni di auto e moto lombarde, con un valore centrale attorno ai 2,4 milioni di mezzi, potrebbero beneficiare dell’esenzione nel 2027.

Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede infatti l’esenzione per le persone fisiche relativamente a un solo veicolo regolarmente assicurato. Per le autovetture il limite è fissato a 80 kW, circa 109 cavalli, per i mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche in combinazione con altre forme di propulsione. Regole specifiche sono previste per motocicli e ciclomotori. La misura si applica ai pagamenti con scadenza compresa tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027.

In Lombardia una platea stimata attorno ai 2,4 milioni di mezzi

A livello nazionale la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di oltre 13,2 milioni di autovetture fino a 80 kW, più circa 1,1 milioni di motoveicoli, per una platea complessiva vicina ai 14,5 milioni di veicoli. Per le sole auto si tratta di oltre il 70% della platea considerata dal Governo.

Non esiste ancora un dato pubblico che incroci puntualmente per la Lombardia tutti i requisiti previsti dal decreto — potenza, intestazione a persona fisica, assicurazione, possesso di più veicoli e agevolazioni già esistenti — e dunque i 2,4 milioni rappresentano una stima e non una quantificazione ufficiale. Applicando alla platea nazionale il peso della Lombardia sul parco circolante italiano, l’ordine di grandezza si colloca comunque tra 2,3 e 2,5 milioni.

La fotografia regionale è inoltre resa più complessa dalle agevolazioni che già oggi interessano alcune categorie di veicoli. In Lombardia, per esempio, sono previste riduzioni per determinate auto ibride ed esenzioni permanenti per i veicoli alimentati a idrogeno.

Fontana: “Una buona notizia, le Regioni non saranno penalizzate”

A sottolineare soprattutto l’impatto sui bilanci familiari è il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. “Una buona notizia che offre sollievo economico per i cittadini che stanno vivendo un momento di difficoltà economica“, commenta il governatore. Per Fontana è centrale anche il nodo delle entrate regionali, dal momento che il bollo è una tassa di competenza delle Regioni. “C’è poi la garanzia per le Regioni che non saranno penalizzate da questo provvedimento, in quanto il Governo ha garantito che si impegna a trasferire alle Regioni il mancato introito della tassa automobilistica“.

Il Governo ha stimato in circa 2,29 miliardi di euro il minor gettito da compensare nel 2027. Fontana parla di “un impegno concordato col ministro Giorgetti, oggi mantenuto“. Nel comunicato diffuso dal governatore compare però la cifra di “13 milioni di automobilisti e 7 milioni di motociclisti”. Il dato comunicato dalla presidente Meloni al termine del Consiglio dei ministri è differente: circa 13,2 milioni di auto e 1,1 milioni di motoveicoli, per quasi 14,5 milioni di mezzi complessivi.

Romeo: “Milioni di cittadini si terranno in tasca centinaia di euro”

Sulla misura arriva anche la rivendicazione politica della Lega. Il segretario regionale della Lega Lombarda Massimiliano Romeo parla di “un grande risultato di questo Governo che si realizza su spinta importante della Lega, come ha ricordato anche Matteo Salvini“. “L’abolizione per il 2027 di questa tassa permetterà a milioni di cittadini lombardi di risparmiare centinaia di euro e tenersi così i propri soldi in tasca“, sostiene Romeo.

Anche Matteo Salvini ha presentato il provvedimento come il mantenimento di un impegno della Lega. Il vicepremier aveva parlato sui social di “promessa mantenuta“, rivendicando la cancellazione del bollo nel 2027.

Garavaglia: “Misura fortemente voluta da Fratelli d’Italia”

Ma sulla paternità politica del provvedimento si fa sentire anche Fratelli d’Italia. Christian Garavaglia, capogruppo di FdI in Consiglio regionale della Lombardia, definisce l’esenzione “una scelta concreta, fortemente voluta da Fratelli d’Italia“, inserendola nella linea del Governo Meloni per “ridurre il peso fiscale sulle famiglie e lasciare più risorse nelle tasche degli italiani“. Per Garavaglia il beneficio assume un peso particolare proprio in Lombardia: “Per tantissimi lombardi l’automobile rappresenta uno strumento indispensabile per lavorare, accompagnare i figli, raggiungere i servizi e muoversi quotidianamente, soprattutto nei territori nei quali il trasporto pubblico non può garantire una copertura capillare“.

Il capogruppo di FdI sottolinea inoltre l’importanza della compensazione del mancato gettito alle Regioni. “È questa la strada che Fratelli d’Italia vuole continuare a percorrere: meno tasse, interventi mirati e attenzione ai redditi delle famiglie“, conclude Garavaglia.

C’è infine un aspetto temporale da distinguere. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri disciplina l’esenzione per il 2027. Meloni ha dichiarato che l’intenzione del Governo è quella di rendere strutturale la cancellazione del bollo per questa fascia di veicoli, ma la stabilizzazione della misura dovrà passare dai successivi provvedimenti di finanza pubblica. Per ora, dunque, il dato certo è lo stop ai versamenti con scadenza nel 2027. In Lombardia la platea potenziale è nell’ordine di oltre due milioni di contribuenti e veicoli, con una stima attorno ai 2,4 milioni, destinata a essere precisata quando saranno disponibili i dati regionali incrociati con i requisiti previsti dal decreto.