A- A+
Libri & Editori
"L'armata dei sonnambuli": il ritorno del collettivo Wu Ming

di Alessandra Peluso


Con un fare religioso, attento, devoto si apre il libro “L'armata dei sonnambuli” (Einaudi Stile Libero) di Wu Ming, un collettivo di scrittori che affondano le loro penne per scrivere storie da ricordare. Si entra nel mondo rivoluzionario parigino del 1793, si fa ingresso nel periodo sconvolgente del “Terrore termidoriano”. Resti fermo, osservi non si sa se dalla parte dei rivoluzionari o dal popolo “con adunchi becchi di rapaci”, attore o spettatore, accorto a non essere colpito da una lama sferrata all'improvviso. Un complesso e variegato mosaico di personaggi incastrati perfettamente se pur diversi, dal popolo che implorava la morte del re Luigi, ai suoi sostenitori. Scene che si susseguono ininterrottamente come una lava incandescente, a spegnerla tenta il fiume di vino bevuto dai rivoluzionari.   

Tetro, bizzarro, disorientante, un coacervo di figure che si mostrano come nella vita così in teatro. Stupisce è dir poco la storia narrata come una rappresentazione teatrale goldoniana. “L'armata dei sonnambuli” è suddiviso in scene e atti, rivive la commedia di Carlo Goldoni “La Locandiera” ad esempio in sorprendenti e attualissimi linguaggi da carpire per scrutare al di là della scena la realtà di un mondo che il celebre drammaturgo così come Wu Ming oggi vuole raccontare, smascherando ipocrisie e disonestà.


Leo e Colette, giovani amanti rivoluzionari, amici del Goldoni e innamorati delle sue opere, cercavano teatri per poter fare il loro mestiere, difficile in una Parigi tumultuosa e proibitiva di fine settecento. Nel 1779 infatti entrò in vigore il decreto di soppressione delle recite italiane. Si intrecciano pertanto vorticosamente commedie, tragedie, storia e finzione che creano un aplomb impressionante.  

Il Terrore rivoluzionario trabocca, mentre nell'“Atto primo. Zucchero e libertà. Scena quarta. Il pensionante”: «Laplace, un uomo che risiedeva nel padiglione dei folli, e godeva dei privilegi riservati ai “pensionanti”, cioè i convittori che pagavano una retta» si trovava a Bicêtre appunto che funge da ospedale, prigione, ospizio e orfanotrofio dove pare si trovassero morti i rivoluzionari Robespierre, Marat e Saint-Just. Emerge la convinzione assurda “che tutti gli uomini siano uguali, a dispetto di come appaiono. Come dire che tutte le stelle in cielo sono equidistanti e brillano con la medesima intensità”. (p. 94).  

   
Il lettore si incanta - e come un sonnambulo tra sogno e realtà - gode di questa teatralità e vita raccontata con sublime sostanza da Wu Ming, il quale dimostra di essere in grado di mantenere perfettamente un continuo e costante dialogo tra attori e pubblico, personaggi e lettori.   All'interno di un tessuto goldoniano c'è una trama dal sapore medievale, che a tratti rimembra la storia dei cavalieri d'Arcadia, con una sinapsi particolarmente eccitata tra misticismo ed esoterismo. Si interseca come in un'architettura barocca la storia di Noèle Chalaphy, bellezza eterea, di diciannove anni, che in tenera età era stata sottoposta alle cure magnetiche del cavaliere d'Yvers, per via di un malessere che procurava vuoti di memoria. Una volta cresciuta, diventa sonnambula e un prete costituzionale abusa di lei. (p. 435). È questo il preannuncio di una narrazione spettacolare, di descrizioni puntuali riguardanti i luoghi francesi, ambientazioni intriganti, personaggi bizzarri quali D'Amblanc e Laplace, o le cittadine rivoluzionarie. Nulla è lasciato al caso, non si può perdere alcuna scena, tutte indispensabili a capire chi si nasconde dietro “L'armata dei sonnambuli”.


Wu Ming è una categoria di scrittori non certo sprovveduti, costituiscono un'armata vigile, appassionata, dotta, scaltra e difficilmente domabile, coincidente con l'ideale di libertà che esplode nel libro. La forza e il coraggio dei personaggi, la chiarezza e l'onestà di mostrarsi per cogliere la verità, la necessità di liberarsi dall'oppressione del re e di un malgoverno, forse, o piuttosto il tutto semplicemente dovuto alla pratica del “magnetismo”.


È un racconto rivoluzionario sia nello stile, che nella trama come nella scrittura; fagocitante e anticonformista come il Goldoni, inquietante come il “Terrore” attuato dai feroci rivoluzionari termidoriani, sottopone il lettore ad un febbricitante sonnambulismo coerente però e consapevole di leggere e guardare un'opera da ogni punto di vista, un'imponente opera letteraria che lascia attonito. E non è un caso che “L'armata dei sonnambuli” di Wu Ming è già alla seconda ristampa.  C'è ancora da notare - oserei dire - un perfetto parallelismo tra illuminismo, periodo storico che riguarda la rivoluzione francese e il medioevo e il suo fascino misterioso con presenze diaboliche e virginee, o riti iniziatici. Ragione e istinto sono dunque intrecciati indissolubilmente, non sono tracciati limiti o congetture, né confini nei quali le due facoltà della mente appaiono liberamente sciolte, inchiodando inevitabilmente il lettore come forze magnetiche alle quali sfuggire sembra impossibile.
                    

Tags:
wu mingl'armata dei sonnambulieinaudi stile liberorivoluzione francese
in vetrina
Grande Fratello 2019, MILA SUAREZ: CONFRONTO CON ALEX BELLI. NOMINATION E...

Grande Fratello 2019, MILA SUAREZ: CONFRONTO CON ALEX BELLI. NOMINATION E...

i più visti
in evidenza
Ratajkowski versione coniglietta Emily scalda la rete. LE FOTO

Show della modella juventina

Ratajkowski versione coniglietta
Emily scalda la rete. LE FOTO


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Opel Insignia: quando l’ammiraglia si da’ all’off-road

Opel Insignia: quando l’ammiraglia si da’ all’off-road


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2019 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.