A inizio dicembre, come abbiamo raccontato qui, Roberto Saviano ha pubblicato su Facebook una foto (accompagnata da un breve testo: “Looking for freedom…”) che lasciava pochi dubbi… Come conferma ora un’intervista concessa all’Unità, a cura dello scrittore Stefano Piedimonte (amico dell’autore di “Gomorra“), Saviano ha lasciato l’Italia (per gli Stati Uniti, a quanto ci risulta), dopo anni di successi, polemiche e vita sotto scorta. Nel frattempo, Amazon ha annunciato che “ZeroZeroZero”, pubblicato a inizio 2013 da Feltrinelli, è il libro italiano più venduto del 2013. “Sono grato ai miei lettori, ma devo trovare il modo di riprendermi la mia vita, e lo farò a tutti i costi. Difficile farlo in Italia. Voglio riprendermi una qualche forma di felicità…”, racconta Saviano, che ammette anche di “ricascare” ciclicamente nella “depressione” (chi la conosce “sa che è come un’idrovora che succhia tutto ciò che hai dentro”).
Nella lunga intervista lo scrittore parla anche delle tante critiche ricevute: “La visibilità crea fastidio. Le critiche sono legittime e aiutano a crescere (e sono fondamentali per qualsiasi scrittore, anzi direi per qualsiasi essere umano) ma spesso l’attacco è fine a se stesso, puro fango e schifezze…”.
Quanto al suo futuro da scrittore, l’autore campano anticipa: “Sino ad ora ho cercato di seguire il percorso di Vollmann, Tosches, Mailer, Stajano, gli scritti reportagistici di Parise. Affluente narrativo e affluente saggistico pronti a riposare nel medesimo letto, come auspicava Capote. Ora vorrei separarli. Provare a seguire il flusso narrativo da una parte e quello saggistico dall’altra…”.
Ci auguriamo che la nuova vita all’estero avrà un effetto positivo anche sull’evoluzione della sua opera.
