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Addio a Giorgio Faletti, i funerali. Foto e video

LA CAMERA ARDENTE - Migliaia di persone hanno voluto salutare Faletti nella camera ardente al Teatro Alfieri. Tra gli altri il comico Enrico Beruschi, che con Faletti cominciò la carriera prima al Derby di Milano poi nel programma tv 'Drive In'. "Vedete questa cravatta? - ha detto mostrandone una 'piena' di strumenti musicali - Mi ricorda Sanremo. Giorgio ed io fummo i primi non cantanti a esibirsi al Festival. Poi lui mi batté, arrivò secondo".

Ad Asti centinaia di persone hanno sfilato al teatro Alfieri per rendere omaggio alla salma di Giorgio Faletti. La camera ardente è stata allestita nel foyer, dove è stata adagiata la bara, coperta di fiori chiari. Sullo sfondo, dietro le tende semichiuse del teatro, sullo schermo viene riprodotta una gigantografia dell'artista scomparso. Tra i primi ad arrivare il sindaco, Fabrizio Brignolo. Domani, nel giorno dei funerali, giornata di lutto cittadino ad Asti, dove Faletti era nato 64 anni fa. La nuova sede della Biblioteca Astense, di cui era presidente, gli verrà intitolata. Nel prossimo inverno nello stesso teatro Alfieri verrà organizzato - ha annunciato l'assessore comunale alla Cultura, Massimo Cotto - uno spettacolo teatrale dedicato a Faletti.

"Di lui mi mancherà tutto. Eravamo molto amici anche se non ci vedevamo né sentivamo spesso: d'altronde l'affetto e l'amicizia non guardano né al calendario né all'orologio". Sono le parole di Carlo Pistarino, cabarettista ai tempi di 'Drive in', giunto al Teatro Alfieri di Asti per rendere omaggio alla salma di Faletti. "Giorgio - ha detto Pistarino - era una persona di grande spessore, quando giravamo 'Drive in' ci divertivamo tanto: era un'altra televisione, pulita, allora non dettavano legge lo share ed il marketing". Tra i tanti in fila alla camera ardente ad Asti anche il cantautore Omar Pedrini: "Era un artista completo - è stato il suo ricordo - con lui ho condiviso bei momenti e, tra le altre cose, avevano scritto una poesia sul vino Barbera, un omaggio alla generosità della terra piemontese ed astigiana".

L'ADDIO - E' morto a Torino Giorgio Faletti. Malato da tempo, aveva 63 anni. Classe 1950, Faletti è stato uno scrittore, attore, cantante, paroliere, compositore, sceneggiatore, pittore e comico italiano.

Intorno alle 9 di giovedì mattina, Faletti aveva affidato a Twitter le sue emozioni: "A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore..."

faletti 10

Il suo ultimo tweet

 

Sul suo sito campeggia ancora il messaggio con cui aveva annunciato ai fan l'annullamento dei suoi spettacoli. “Cari amici, purtroppo a volte l’età, portatrice di acciacchi, è nemica della gioia. Ho dovuto a malincuore rinunciare alla pur breve tournée per motivi di salute legati principalmente alle condizioni precarie della mia schiena, che mi impedisce di sostenere la durata dello spettacolo. Mi piange davvero il cuore perché incontrare degli amici come voi è ogni volta un piccolo prodigio che si ripete e che ogni volta mi inorgoglisce e mi commuove. Un abbraccio di cuore. Giorgio"


BIOGRAFIA - Laurea in legge ma il suo pensiero fisso era la scrittura, l'arte delle parole e l'arte della pittura, e con una vena di comicita' che gli aveva attirato tante simpatie ma anche critiche. Giorgio Faletti era nato ad Asti il 25 novembre 1950. Laureato in giurisprudenza, inizia la carriera come cabarettista nel locale milanese Derby negli anni Settanta, il periodo in cui sul palco del locale circolano anche Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi e Francesco Salvi. In televisione approda ad Antenna 3 e nel 1983 partecipa al fianco di Raffaella Carra' in "Pronto Raffaella". Due anni dopo e' uno dei personaggi di "Drive In", programma televisivo di Antonio Ricci.

Il suo personaggio piu' famoso e' Vito Catozzo, ma interpreta anche altri personaggi come Carlino, Suor Daliso, il testimone di Bagnacavallo. Poco dopo e' a fianco di Zuzzurro e Gaspare in "Emilio" dove crea il personaggio Franco Tamburini, stilista di Abbiategrasso. Nel suo percorso televisivo anche "Fantastico" nel 1990 al fianco di Pippo Baudo, Marisa Laurito e Jovanotti e, successivamente, a "Stasera mi butto... e tre!" con Toto Cutugno.

Intanto si era avvicinato alla musica e nel 1988 pubblica il mini-album "Colletti bianchi", colonna sonora del telefilm omonimo che lo vede fra i protagonisti. Nel 1991 esce "Disperato ma non serio", disco che contiene tra le altre canzoni "Ulula", risultando uno dei brani piu' trasmessi in radio nell'estate 1991. Sempre quell'anno scrive per Mina che canta una sua composizione, "Traditore", e la include nell'album "Caterpillar". Nel 1992 Faletti e' sul palco del Festival di Sanremo in coppia con Orietta Berti con la canzone "Rumba di Tango", inserita poi nel suo terzo album "Condannato a ridere". Nel 1994 ritorna a Sanremo, dove con "Signor Tenente", brano ispirato alle stragi di Capaci e di via D'Amelio, si classifica al secondo posto, sfiorando la vittoria davvero per una manciata di voti, e si aggiudica anche il Premio della critica. Il brano e' inserito nell'album "Come un cartone animato" prodotto da Danilo Amerio e premiato con un disco di platino.

Nel 1995 ancora al Festival, dove canta "L'assurdo mestiere", quasi una preghiera-ringraziamento al Signore, ed emerge una vena malinconica e riflessiva. In quello stesso Festival e' autore della canzone "Giovane vecchio cuore" cantata da Gigliola Cinquetti. L'album omonimo del 1995, "L'assurdo mestiere", vince il Premio Rino Gaetano per la parte letteraria delle canzoni. Scrive canzoni anche per Fiordaliso (Mascalzone), due canzoni dell'album "Camminando camminando" (1996), e tutto l'album "Il dito e la luna" (1998), entrambi di Angelo Branduardi. Di quest'ultimo album fa parte "Il giocatore di biliardo", uno dei piu' recenti successi di Branduardi. Nel 2000 pubblica per NAR "International Nonsense".

Faletti non rimuove pero' le sue origini di attore comico e pubblica il libro "Porco mondo che cio' sotto i piedi" (edito da Baldini e Castoldi), dove narra le gesta del suo personaggio piu' celebre, Vito Catozzo, e mette in scena lo spettacolo teatrale "Tourdeforce" mescolando l'umorismo e la caratterizzazione dei personaggi alla canzone d'autore.

Nel 2002 Giorgio Faletti sorprende la critica pubblicando il suo primo thriller, "Io uccido": il libro vende oltre quattro milioni di copie. Alla fine dello stesso anno e' pero' vittima di un ictus che fortunatamente riesce a superare senza conseguenze serie. Nel 2004 esce il secondo romanzo, "Niente di vero tranne gli occhi", e anche in questo caso le vendite schizzano, e superano i tre milioni e mezzo di copie. "Uno come Faletti dalle mie parti si definisce "larger than life", uno che diventera' leggenda", certifica Jeffery Deaver, maestro del triller. Nel 2005 Faletti e' stato testimonial per una campagna per la tutela del diritto d'autore. Nel novembre dello stesso anno riceve dal presidente della Repubblica il Premio De Sica per la Letteratura. Sempre quell'anno vince il 'Premio letterario La Tore isola d'Elba', in seguito assegnato tra gli altri a Camilleri, Vitali, Volo e Cazzullo. Nel 2006 l'attore Faletti e' in "Notte prima degli esami", nel ruolo del prof. Antonio Martinelli, spietato docente di lettere, che alla fine stringe un forte legame col protagonista Luca. Una interpretazione che riceve la nomination al David di Donatello come migliore attore non protagonista. Appare anche all'inizio di "Notte prima degli esami - Oggi", del 2007, in riferimento al primo film. Nell'ottobre 2006 pubblica "Fuori da un evidente destino" (Baldini Castoldi Dalai editore), ambientato in Arizona e in cui tra i protagonisti vi sono gli indiani Navajos, ai quali il romanzo e' dedicato. Gia' mesi prima dell'uscita del libro, Dino De Laurentiis ha acquistato i diritti per realizzarne un film. I libri di Faletti sono tradotti in 25 lingue e pubblicati con grande successo, oltre che in tutta Europa, anche in Sud America, in Cina, in Giappone, in Russia e, a partire dal mese di marzo 2007, negli Stati Uniti e nei Paesi di lingua anglosassone.

Nel 2007, Giorgio Faletti e' tornato al Festival di Sanremo, come autore della canzone "The Show Must Go On", il brano fa parte dell'album "In territorio nemico", interamente scritto (testi e musiche) da Faletti. Ha recitato nel film "Cemento armato", nel quale interpreta il Primario, un vendicativo boss della mala, che perseguita il giovane protagonista Diego. Nel 2008, e' stata pubblicata la sua prima raccolta di racconti, intitolata "Pochi inutili nascondigli" (Baldini Castoldi Dalai editore, 2008), che arriva tra i finalisti del Premio letterario Piero Chiara edizione 2009. Nella primavera del 2009 esce "Io sono Dio" (Baldini Castoldi Dalai editore).

E' autore anche del brano di Marco Masini "Gli anni che non hai", contenuto nell'album "L'Italia... e altre storie" uscito nel febbraio 2009. Sempre nel 2009 recita nel film "Baari'a" di Giuseppe Tornatore e nel film "Il sorteggio" di Giacomo Campiotti dove interpreta il sindacalista Gino Siboni. Nell'ultimo trimestre del 2010 e' stato pubblicato il suo sesto libro, "Appunti di un venditore di donne".

Questa volta il romanzo e' ambientato in Italia (a Milano) e subito balza in testa alle classifiche dei libri piu' venduti. In occasione del Festivaletteratura di Mantova del 2011 lo scrittore annuncia il suo settimo romanzo, "Tre atti e due tempi", pubblicato il 4 novembre 2011 ed ambientato nel mondo del calcio. Il suo impegno e i suoi successi ottenuti in campo letterario lo portano a essere nominato, il 10 settembre 2012, presidente della Biblioteca Astense della sua citta'. Con la sua solita verve umoristica dice si' all'incarico e si lancia in un nuovo impegno. Fino all'ultimo momento che la malattia gli ha consentito.

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