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Madeddu (Mondelez): “Il 20% del budget pubblicitario al web”

Nei corridoi di Mondelez scorre un pezzo di storia della pubblicità italiana. Dalla mitica Kaori alle sottilette. Il gruppo, nato da uno spin-off di Kraft Food, possiede una collezione di brand prestigiosi, come Saiwa, Milka, Fonzies, Philadelphia, Jocca, Oreo, Splendid. E’ un’azienda in salute, che continua a puntare sull’advertising, concentrandosi sempre di più sul web. “L’investimento pubblicitario vale il 5-6% del fatturato“, afferma ad Affaritaliani.it Teresa Madeddu, direttore Media per il Sud Europa. “La televisione fornisce ancora grandi numeri, ma ormai il 20% del budget si concentra sul web. Dà buoni riscontri, a volte da solo, altre in abbinamento con la tv”. E il cartaceo? “No, ultimamente no”. E’ la conferma che “il mondo della comunicazione sta cambiando. I centri media sono in difficoltà: devono rincorrere, incalzati dall’esterno e dai clienti”.

Il futuro? “Siamo aperti a tutto: video, disclaim, contest. I formati saranno sempre più agili, tra i 7 e i 10 secondi, parleranno del prodotto all’inizio e non alla fine. A breve – continua Madeddu – potremmo essere pronti a diversificare tra comunicazione web e social”. Con un budget pubblicitario che, il prossimo anno, potrebbe essere in crescita: “In Italia del 2-3%”.

Il 2 ottobre, Mondelez ha compiuto un anno. E’ già un gigante che opera in 165 paesi, ha 110 mila dipendenti, tre stabilimenti produttivi in Italia e 35 miliardi di fatturato. Un dato in crescita: secondo Nielsen, il gruppo è l’unico tra i 10 maggiori del settore ad aver fatto segnare segno positivo nel 2013.

MONDELEZ PER IL SOCIALE

Coffee Made Happy prevede un investimento minimo di 200 milioni di dollari destinati al potenziamento di un milione di imprenditori agricoli produttori di caffè entro il 2020. Il programma si propone di aiutare la prossima generazione di coltivatori, inspirando, formando e sviluppando abilità che permettano loro di migliorare i propri mezzi di sussistenza, nonché di stimolare il ritorno delle nuove generazioni al settore dell’agricoltura su piccola scala.

Cocoa Life. L’azienda, in qualità di maggior produttore mondiale di cioccolato, investirà nei prossimi dieci anni 400 milioni di dollari per migliorare i mezzi di sussistenza e le condizioni di vita di oltre 200.000 coltivatori di cacao e di circa un milione di persone che vivono nelle comunità dedite alla coltivazione di questa pianta.