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Trump, il boomerang dei nuovi dazi: mazzata allo storico alleato Uk e favore al nemico Lula

Le tariffe cambiano, ma il presidente americano non ne ha più il controllo. Si rischiano crisi diplomatiche

Trump, il boomerang dei nuovi dazi: mazzata allo storico alleato Uk e favore al nemico Lula
Trump

Nuovi dazi Usa e anche nuovi nemici per Trump

I nuovi dazi questa volta gli ha imposti la Corte Suprema e Trump deve semplicemente adeguarsi alla decisione dei giudici. Da oggi via tutte le tariffe illegali e nuove regole. Ma chi ci guadagna? A quanto pare il 15% stabilito rischia di portare a Trump nuovi problemi. Tra i più penalizzati infatti c’è il Regno Unito, allo storico e principale alleato degli Stati Uniti era stato garantito uno sconto, le tariffe erano state bloccate al 10%, gli unici insieme all’Australia a poter usufruire di questo trattamento speciale. Ma ora cambia tutto. L’innalzamento dei dazi al 15 per cento, dal 10 per cento concordato in precedenza, – riporta Il Corriere della Sera – potrebbe avere pesanti ricadute sulle
esportazioni, secondo la British Chambers of Commerce.

“Il nostro approccio — ha dichiarato il portavoce del primo ministro Keir Starmer — è pragmatico e intendiamo continuare ad avere un
dialogo costruttivo con il governo americano. Tuttavia non togliamo nessuna opzione dal tavolo”. Lo stesso discorso vale per l’Australia, che a sua volta aveva negoziato tariffe del 10 per cento. Il ministro del Commercio ha fatto sapere che sta lavorando con l’ambasciata australiana a Washington per “esaminare tutte le opzioni”.

C’è invece chi esulta per le nuove tariffe, si tratta del Brasile del nemico Lula. Il presidente carioca aveva infatti accettato di subire il 50% imposto dalla Casa Bianca e all’improvviso invece si ritrova con un maxi sconto. Almeno per 150 giorni, il Brasile sarà sullo stesso piano di Unione europea e Regno Unito, Paesi considerati finora favoriti. Come Xi, anche Lula potrebbe pensare che tener testa all’amministrazione Trump alla fine ha pagato. La cancellazione dei dazi del 50 per cento si tradurrebbe in un risparmio di 21,6 miliardi di dollari, secondo alcune stime. E l’Unione europea? Per ora sembrerebbe uscirne indenne, nessuna modifica sulla percentuale già precedentemente scelta, quella del 15%. Ma il condizionale è d’obbligo perché le dichiarazioni del presidente americano, che continua a minacciare ritorsioni
tramite i suoi canali social, alimentano l’incertezza.