di Paolo Fiore
@paolofiore
Renzi comanda in Europa. Almeno su Twitter. Il presidente del Consiglio è il leader europeo più seguito: ha appena tagliato il traguardo del milione di follower. Gli altri, da Cameron a Hollande, sono lontani.
Tanto tempo è passato da quel primo cinguettio. datato 8 gennaio 2009. Un tweet da rottamatore. In terza persona (a conferma di una dimestichezza ancora tutta da costruire” scrive: “Torna a pensare che per il Pd fiorentino più che le primarie ci voglia il primario!”.

Nel frattempo ha scalato il partito democratico ed è diventato premier. Senza mai abbandonare la sua vena social, tenuta salda anche nel corso delle consultazioni con il presidente della Repubblica, con quel suo tweet (“arrivo, arrivo”) che ha fatto irrompere l’uccellino azzurro nell’austero cerimoniale. Su Twitter Renzi ci ha puntato, anche per creare consenso. Non a caso il premier ha scelto un responsabile della comunicazione, Filippo Sensi in arte @nomfup, che ha costruito una solida fama in 140 caratteri.
Ma come se la cavano gli altri leader europei? Il britannico David Cameron è a quota 633 mila. Il presidente francese Francois Hollande si ferma a 621 mila, lo spagnolo Rajoy a 491 mila.
Il presidente del consiglio europeo Van Rompuy tocca i 159 mila follower (anche se si tratta di un canale e non di un profilo ufficiale più che personale). L’altro big europe Barroso arriva a 91100, superato anche dal belga Elio Di Rupo (110 mila). Gli altri si perdono nelle timeline. Per fare un esempio: il primo ministro greco Samaras ha 16 mila follower, più o meno quanti in Italia ne ha @RenzoMattei, uno dei più famosi fake di Renzi.
E Angela Merkel? La cancelliera non si sporca le mani con Twitter: non ha né un profilo personale né un canale gestito dallo staff. Ma il suo fake di maggior successo ha oltre 74 mila follower. Uno di loro è Enrico Letta.





