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Sui valori della tolleranza, e del rispetto dei minori soprattutto, mi sembra di essere stato sempre chiarissimo. I bambini arrivano prima di tutto. Non concepisco dunque i ristoranti e gli alberghi solo per adulti, e se devo scegliere tra il bisogno di un anziano e quello di un piccolino, scelgo sempre il piccolino. Idem tra una mia necessità e quella di un bimbo. Per me, vince sempre il bimbo. Però la storia che vi racconto oggi è pazzesca. La vicenda è riportata dal Corriere, che racconta il caso di Voghera, dove c’è un ragazzino di 17 anni – dunque non un bambino – che ha già all’attivo 40 furti, molestie, piccole rapine. E’ già noto al Tribunale dei minori. Questo ragazzino va a cercare di rubare in un asilo, intrufolandosi tra i genitori. A questo punto, esasperati, ne fanno un volantino che distribuiscono ovunque dicendo: state attenti! E’ un ladro conclamato. Oggi si pone il problema della privacy di questo 17enne. La privacy. Facciamo un rewind: c’è uno che fa una media di 4 furti al giorno, e il problema è la privacy. Sono queste polemiche idiote che poi rendono difficile parlare di privacy quando davvero ce ne è bisogno. Dopodiché insieme a lui, nel volantino, bisognerebbe metterci tutti quelli che non l’hanno levato dalla strada e messo in qualche centro per educarlo, giacché una educazione pare proprio non averla avuta.

