
di Antonietta Fulvio
Basta pagare /sorella noia, fratello nulla/basta pagare/e questa sera diventa eterna…dall’incipit del brano Basta pagare, che dà anche il nome al cd pubblicato nel 2011, Leo Tenneriello ha tratto il titolo, Sorella Noia Fratello Nulla, per il suo secondo libro edito da Il Raggio Verde. Una conferma per il cantautore tarantino, se mai ce ne fosse bisogno, del forte legame tra musica e letteratura, del suo continuo affacciarsi tra le pagine dei libri lasciando che note, versi e testi siano un continuum narrativo senza soluzione di continuità.
|
“Sorella Noia Fratello Nulla” di Le Tenneriello, edizioni Il Raggio Verde. Presentazione venerdì 8 novembre 2013, Biblioteca Civica di Statte Si intitola “Sorella Noia Fratello Nulla” l’ultimo libro di Leo Tenneriello, edito da Il Raggio Verde, che sarà presentato a Statte (Taranto) il prossimo 8 novembre, a partire dalle 18:30, nella Biblioteca civica (ingresso libero). Una serata tra versi e note, pensieri e riflessioni sulla società e sul mondo “Pensando a un diario alfabetico in forma di pensieri, cavolerie, aforismi, frasi, poesie, concetti, messaggi, piccoli racconti, esercizi di stile presi qua e là, fra il mio parolame, in questi miei primi (quasi) 50 anni” come recita il lungo sottotitolo del libro impreziosito in copertina dall’illustrazione “Il mare dei poeti” di Enzo De Giorgi. Dopo l’intervento di Antonietta Fulvio direttore della collana “ConTesti DiVersi” presenterà il cantautore Gabriella Pace. |
Scrivere, comporre, suonare inseguendo il fermento delle idee, il desiderio di comunicare e l’irrequietezza della contemporaneità. Tutta la produzione artistica di Leo Tenneriello ruota intorno alla parola-suono con la quale prova a raccontarsi e a raccontare il mondo tra certezze e contraddizioni, illusione e disincanto.
La scrittura – e il pensiero – sono la via di fuga dalla propria insicurezza, dai propri limiti. Amore, potere, società, tradimenti, sogni… che siano materia delle sue canzoni o delle sue considerazioni filosofiche, dal pentagramma alle pagine di un libro il fil rouge è la libertà del pensiero, quella irrefrenabile condizione di diversità che spesso fa andare controcorrente un individuo non omologato.
Con Sorella Noia Fratello Nulla Leo – menestrello contemporaneo – ha scritto il suo Zibaldone, una sorta di Torre di Babele costruita per sfuggire alla noia e al nulla, suoi compagni di sosta e di viaggio. Versi e testi che aderiscono perfettamente al senso della collana ConTesti DiVersi dedicata alla poesia e alla narrativa contemporanea senza rinunciare né alla leggerezza della poesia-canzone – in questo caso – né alla densità del pensiero che scava e indaga i contesti più diversi.
Lo sguardo sugli eventi quotidiani è sempre vigile. Ed ecco che una calamità naturale come il tornato abbattutosi su Statte diventa occasione di riflessione sul valore e il significato più profondo della solidarietà che è bella sempre perché si pone in positivo il problema dell’Altro, a dispetto di un sistema che vuole gli individui schiacciati dal peso dell’egoismo. E via via lo scrittore-cantautore snocciola i propri pensieri sulla bellezza, l’inutilità che migliora il mondo, sull’amore che come la bellezza non può essere intaccato dall’utilità, sul potere “creatura a più facce” non tutte visibili, il medium che influenza la società. Origine di tutti i mali, se l’omicidio toglie la vita, il potere tappa la bocca, chiude i giornali, censura i libri, blocca i programmi televisivi e radiofonici, evita, insomma il movimento e il fermento delle parole, delle idee. Scrive Leo che prova a scandagliare la società come il pescatore immerge il suo amo nei fondali del mare dei poeti, la splendida illustrazione in copertina, opera dell’artista Enzo de Giorgi. Pagine intense, anche quando la lettura riguarda i testi delle sue canzoni oltre la leggerezza delle rime è possibile riconoscersi e riconoscere il proprio tempo. “Oggi il mondo è senza confini e ogni prigione ha sbarre di gommapiuma per parole che hanno invece denti aguzzi di pescecani e possono mordere, far male, far pensare. Ogni scritto un urlo. – scrive il musicista Mimmo Cavallo che firma la presentazione del libro ponendo l’accento sul valore degli autori e della scrittura. Già, la scrittura. Un atto da esercitare per legittima difesa, per mediare il conflitto tra il mondo esteriore e quello interiore – spiega Leo. Una scrittura che subisce l’influenza dei suoi studi (si è laureato in Scienze politiche con Franco Cassano all’Università di Bari) e l’incanto dei classici della letteratura da Leopardi a Kakfa il suo autore preferito al punto da dedicargli un intero album “Leo T. Kafka”. Un titolo emblematico che testimonia l’intreccio fra le sue storie e quelle di alcuni personaggi dello scrittore praghese che spesso venivano presentati solo con l’iniziale puntata del cognome. Un album che quest’anno la Giuria del Premio Franz Kafka Italia ha voluto premiare conferendogli il premio speciale. E nel solco di quanto asseriva Kafka, “bisognerebbe leggere, credo, soltanto i libri che mordono e pungono. Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo?”, Leo ha concepito questo nuovo libro. Una sorta di diario poiché in queste pagine ha inchiodato i suoi pensieri scrive lo stesso Cavallo inquadrando Leo tra gli autori “penne silenziose che urlano dando un senso al senso che non c’è cercando, oltre ogni confine, un dialogo con l’universo”.

