La morte di Gianroberto Casaleggio ha lasciato un enorme vuoto politico nel Movimento 5 Stelle. Su questo non ci sono dubbi. I parlamentari grillini preferiscono non parlare di quello che accadrà ora al movimento e chiedono di rispettare il loro silenzio e il loro dolore. Ma in molti si interrogano sul futuro dei pentastellati orfani di uno dei loro padri fondatori. Attualmente le decisioni chiave vengono prese dal direttorio formato da Carlo Sibilia, Carla Ruocco, Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio e Roberto Fico. E’ ovvio, però, che Beppe Grillo dovrà posticipare il suo “passo di lato” annunciato qualche mese fa, anche perché l’attualità politica e le scandenze elettorali impongono una forte presenza sul territorio oltre che sul blog e sui social.
Una prima ipotesi è che il direttorio venga allargato a 8-10 membri e nelle prossime settimane potrebbe esserci l’ingresso di Roberta Lombardi, Vito Crimi, Barbara Lezzi e della candidata sindaco di Roma dei 5 Stelle, la popolarissima Virginia Raggi. Formalmente le scelte chiave e politiche del movimento vengono prese dagli iscritti con le votazioni via web e così continuerà ad essere ma è probabile che la scomparsa di Casaleggio acceleri un processo già in essere ovvero quello dell’ascesa di Luigi Di Maio, probabile candidato premier alle prossime Politiche, e di Alessandro Di Battista, anche lui in corsa per Palazzo Chigi. Il vice-presidente della Camera – più forte nei sondaggi – intende mantenere un ‘low profile’ e arrivare step by step, quindi gradualmente, all’investitura alla premiership.
Di Battista resta per il momento un passo indietro ma anche lui, quando le elezioni politiche saranno imminenti, scenderà in campo. Politicamente Casaleggio era sempre considerato più di “destra” rispetto ai parlamentari grillini e a questo punto in molti scommettono su uno spostamento del M5S a sinistra. Non certo come alleanze – impossibili sia con il Pd sia con Sinistra Italiana-Sel – bensì sui contenuti, e quindi nessuna linea dura sull’immigrazione (con distanze ancora più marcate dalla Lega di Salvini), rilancio del reddito di cittadinanza e accelerazione sui temi sociali come la tutela dell’ambiente e i diritti in generale.
Attenzione poi a quello che potrà accadere in Europa. Casaleggio era stato il fautore e l’artefice dell’intesa a Strasburgo con lo Ukip di Nigel Farage, che tante polemiche scatenò all’interno dei grillini specie nella base. Non è escluso che un M5S senza Casaleggio – il figlio Davide infatti si occuperà della Casaleggio Associati ma per il momento non ha la statura politica e il carisma del padre – possa nei prossimi mesi lasciare l’alleanza con il partito indipendentista del Regno Unito per, forse, spostarsi verso i Verdi, che in Europa hanno presenza molto forte. Ipotesi e scenari, ma di certo i 5 Stelle cambieranno pian piano volto.
