Manager / Chi è Hillary Super, la Ceo di Victoria’s Secret che ha rilanciato il marchio puntando sul nuovo dna del prodotto
I dati finanziari non lasciano spazio a dubbi: la svolta di Victoria’s Secret è ufficialmente iniziata. L’azienda di Reynoldsburg (Ohio) ha archiviato i tre mesi terminati il 1° agosto con un aumento delle vendite comparabili del 9%, trainato da una crescita diffusa in tutte le aree di business. A impressionare i mercati è soprattutto la redditività: l’utile netto è balzato a 183 milioni di dollari (rispetto ai 16 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente), beneficiando anche di corposi rimborsi sui dazi doganali. I vertici aziendali hanno confermato che i consumatori stanno rispondendo con entusiasmo alle collezioni, acquistando di più a prezzo pieno e riducendo la dipendenza dai saldi. Sulla scia di questi successi, il gruppo ha alzato le stime per il fatturato complessivo dell’anno fiscale 2026, puntando a una forchetta compresa tra 7,1 e 7,18 miliardi di dollari. A guidare questa imponente macchina commerciale c’è Hillary Super, Amministratore Delegato di Victoria’s Secret & Co. da settembre 2024.
Chi è Hillary Super
Hillary Super è una delle figure più autorevoli e stimate del retail e della moda americana, con oltre due decenni di esperienza nella trasformazione di grandi marchi. Laureata in discipline umanistiche presso la University of Southern California, alla fine degli anni ’90 è entrata in Wet Seal come buyer, occupandosi degli acquisti. In seguito ha lavorato per American Eagle Outfitters, Ann Inc., New York & Company, Guess, Gap Inc. e Old Navy.
Prima di approdare alla guida di Victoria’s Secret, ha ricoperto il ruolo di CEO di Savage X Fenty, il brand di intimo fondato da Rihanna che ha scosso il mercato mondiale puntando tutto sull’inclusività corporea e sulla diversità. In precedenza, Super è stata Global CEO di Anthropologie Group (all’interno di Urban Outfitters), dove ha dimostrato una straordinaria capacità di connettere i prodotti alle esigenze delle nuove generazioni di consumatori. La sua nomina in Victoria’s Secret è stata fortemente voluta dal consiglio di amministrazione per accelerare la transizione del brand da una sensualità stereotipata a un’idea di femminilità moderna, accogliente e adatta a ogni corpo.
La strategia dietro i numeri
Se i risultati operativi commentati dai vertici finanziari – tra cui il CFO Scott Sekella – mostrano una solida disciplina sui costi, il merito strategico va alla visione impressa dalla CEO. Hillary Super ha capito che per far crescere un gigante ferito non bastava cambiare la comunicazione, ma bisognava rivoluzionare l’esperienza d’acquisto. Il piano di rilancio si è articolato su tre pilastri fondamentali. In primis, il nuovo dna del prodotto: l’introduzione di linee che uniscono il comfort quotidiano al design iconico del brand, rubando quote di mercato ai concorrenti diretti. Fondamentale anche il marketing: campagne pubblicitarie volte a celebrare l’autenticità e il ritorno attesissimo del celebre Fashion Show, ripensato però in chiave contemporanea e inclusiva. A rafforzare il quadro, investimenti mirati nei canali digitali e nei negozi fisici per intercettare la Generazione Z senza perdere la clientela storica.
I mercati sembrano star premiando la scommessa. Sotto la guida di Hillary Super, Victoria’s Secret sta dimostrando che è possibile evolversi, ripensare la propria identità e, al tempo stesso, generare profitti record e valore sostenibile nel lungo periodo.


