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Raggi, la stampa estera scarica la sindaca M5S. Critiche da FT, WSJ, L’Express

Secondo la stampa straniera il flop della sindaca romana potrebbe aver guastato irrimediabilmente i sogni di gloria del M5S alle prossime Politiche

Raggi, la stampa estera scarica la sindaca M5S. Critiche da FT, WSJ, L’Express
virginia raggi

La stampa estera scarica Virginia Raggi. Dopo l’idillio del giugno 2016 quando ogni quotidiano e testata del mondo celebrava il trionfo della giovane sindaca pentastellata che, prima donna della Storia, conquistava la Capitale, oggi le pagelle che la stampa straniera assegna all’amministrazione Raggi sono perlopiù disastrose. L’ultima voce critica è il francese L’Express, che compie una disamina spietata del mandato di Virginia Raggi bastonandola già nel sottotitolo: “Passata sotto la guida del Movimento Cinque Stelle, la Capitale italiana sarebbe dovuta essere un modello di probità. E invece la nuova sindaca accumula gli insuccessi. Al punto di mettere in pericolo il suo partito”.

L’articolo dell’Express è stato criticato dai grillini, che ne hanno stigmatizzato la scelta infelice della fotografia che lo correda, definendolo una bufala. L’Express ha infatti utilizzato un’immagine scattata all’alba della devastazione di Piazza di Spagna compiuta nel 2015 dagli ultrà olandesi del Feyenoord. Ma in realtà la fotografia non si discosta di molto dalle condizioni in cui versano certe periferie abbandonate a se stesse, le cui immagini sconvolgenti dilagano sui social network, e – malgrado la scelta “ruffiana” – l’analisi della testata francese non è certo meno veritiera. Citando Paolo Berdini, ex assessore all’Urbanistica e ultima vittima della maledizione della Giunta Raggi, che sembra mietere più vittime di quella di Tutankhamon, L’Express sentenzia: “Attorno alla Raggi, una vera ‘corte dei miracoli’”.

Nel loro excursus dei flop di Virginia, i francesi Charles Haquet, inviato speciale a Roma e Vanja Luksic, ricordano anche la débacle del “frigogate” che, a quanto pare, ha fatto ridere anche Oltralpe. Non è cambiato niente, leggiamo sull’Express. Le strade sono sempre sporche, gli autobus sempre pochi. I camion bar hanno invaso i luoghi turistici e rovinano il paesaggio, dal Pantheon alla Fontana di Trevi. L’articolo sottolinea anche “l’inquadramento”, “la messa in riga”, in una parola il commissariamento della Raggi da parte di Beppe Grillo, ormai considerato il vero sindaco di Roma. In soldoni, una Roma “incancrenita dal disastro populista”, per citare l’icastico titolo del pezzo.

Ma se in Francia Virginia Raggi è malvista, in Inghilterra la situazione non è certo più rosea, anzi. Il Financial Times parla infatti di “fiasco che fa colare a picco le ambizioni del M5s” e di autentico “calvario” – riferito alla Raggi, anche se sono i romani a portarne dolorosamente la croce – e, come l’Express, la “Bibbia della City” sottolinea che le mire di Beppe Grillo di voler utilizzare la Raggi come successo da esibire in vista delle elezioni nazionali siano fallite miseramente. Il FT, insomma, decreta che il flop Raggi potrebbe aver compromesso la conquista pentastellata di Palazzo Chigi. È dello stesso avviso il londinese Economist, che mette a confronto l’esperienza amministrativa della sindaca romana con quella di Chiara Appendino, prima cittadina di Torino. L’Economist si chiede se il M5s sia pronto per governare alla luce della performance delle sue due donne di punta, e la risposta è un vago “Forse sì, forse no”.

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La testata inglese sottolinea l’atavica differenza tra le due città, Torino più elegante e riservata, Roma più corrotta e caotica, ma se critica aspramente la Raggi non manca di pungolare anche la Appendino sulla questione del Tav e sulla privatizzazione dell’acqua pubblica, autentici “tradimenti” per molti suoi sostenitori. Insomma, giudizio non proprio lusinghiero anche dall’Economist. Restando in area economico-finanziaria e nelle fonti in lingua inglese, il giornalista Darrell Delamaide nella sua rubrica sul sito Watch Market, legato alla Dow Jones & Co, parla di “esperienza disastrosa” della Raggi e guarda con timore a un possibile governo pentastellato; mentre resta ancora vivido l’eco della sentenza letale del newyorchese Wall Street Journal, secondo cui la bella avvocatessa trentottenne a Roma “ha portato il caos e la paralisi”.

Lo spagnolo El Pais parla invece di “una sindaca seduta su una bomba a orologeria”, soffermandosi con un certo cinismo sulla vicenda delle polizze di Salvatore Romeo – che all’estero sembra aver lasciato interdetti gli osservatori politici ben più dell’arresto di Raffaele Marra o della “strage” di assessori – e sottolineando che “nessuno capace di intendere e di volere” avrebbe potuto assumersi l’onere di amministrare Roma, sottinteso: figuriamoci una persona inesperta come lei. El Pais fa anche notare che, se la Raggi dovesse finire sul banco degli imputati, si aprirebbe una spinosa controversia nell’ambito dell’onestà tanto sbandierata dal M5s. Insomma, i giornali di Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Spagna sono unanimi nel verdetto negativo per la Raggi, e in linea di massima sottolineano che il flop della sindaca romana potrebbe aver guastato irrimediabilmente i sogni di gloria del suo partito alle prossime elezioni politiche.

Aspramente criticata dalla stessa stampa estera che l’aveva tanto esaltata ai tempi della vittoria, la sindaca romana parte dunque per gli USA con questo non facile fardello sulle spalle, e sono già in molti a malignare che la trasferta abbreviata non sia per contenere i costi bensì il numero di possibili gaffe diplomatiche che finirebbero per segnare la sua condanna definitiva al cospetto degli osservatori internazionali.