Francesco Rutelli si è laureato in Architettura in “Pianificazione e progettazione del paesaggio e dell’ambiente” e quindi, finalmente, alla veneranda età di 62 anni suonati ha raggiunto l’agognato titolo che inseguiva da anni.
In effetti, per un ex Ministro della Cultura, quello di non laureato, si trattava di uno status sociale difficilmente digeribile ma ora il buon Francesco ha messo una toppa seppur tardiva alle sue indolenze giovanili in cui i politici professionisti puntano tutto sulla appunto totalizzante politica mentre i cittadini comuni sgobbano sulle sudate carte.
Tuttavia sembra che questo titolo finalmente agguantato seppure molto oltre la normale “zona Cesarini” possa essere motivato da altre aspirazioni oltre che quella piccolo borghese dell’agognato “pezzo di carta”.
Infatti è da tempo che gira la voce che Rutelli voglia fare il direttore generale dell’Unesco -l’attuale dg Irina Bukova è in scadenza- e cioè dell’ agenzia Onu per la Cultura, altro che quello -seppur ben remunerato- di Presidente dei cinematografari e cioè l’ Anica dove è da poco approdato (tutti tengono famiglia).
Insomma “Cicciobello”, dopo l’addio più o meno forzato alla politica si rimette in pista, pista culturale con fini mondiali ed atterraggio a Parigi dove spera nelle “buone pratiche” dei suoi amici di sempre: Franceschini e Gentiloni che dovrebbero dargli una mano a battere gli arabi a cui spetterebbe il posto ma non si mettono d’accordo.
Almeno sarà felice il padre che a dire di un barbiere di famiglia dell’ Eur (quartiere di Roma dove Rutelli abitava da ragazzo e ancora abita) ogni volta che sentiva parlare del figlio scapestrato che non voleva studiare e “faceva politica” si arrabbiava alquanto.

