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Politica
Sgarbi ad Affari: "Muti? E' il migliore possibile al Colle"
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di Andrea Bricchi

Affaritaliani.it ha contattato in esclusiva Vittorio Sgarbi, notissimo storico dell’arte e opinionista italiano. In virtù della sua nota amicizia con il Maestro Riccardo Muti, gli abbiamo chiesto cosa ne pensa della sua candidatura per la successione di Napolitano al Quirinale.     
 
Recentemente il figlio di Riccardo Muti ha dichiarato che suo padre avrebbe ricevuto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi la proposta di succedere a Napolitano al Quirinale. Cosa ne pensa?

Sono il primo ad averlo proposto. Mi sembrava una cosa stravagante; lo proposi al tempo per la Presidenza della Repubblica e adesso questa cosa è tornata all’attenzione di tutti. Non posso che essere d’accordo: l’ho proposto io.

Quindi è vero che Renzi gliel’ha chiesto?
Renzi avrebbe fatto bene a prendere al volo l’indiscrezione del figlio, dicendo che andava bene, perché non potrebbe esserci miglior Presidente di Muti, che è pure psicologicamente disponibile e non fa la bella figa, dicendo di dover fare altre cose. Se la storia non è vera avrebbe ragione di schermirsi, però da un punto di vista della sua disponibilità psicologica mi sembra che lo sia.

Per quali ragioni dice che non potrebbe esserci Presidente migliore?
Perché sarebbe la risposta migliore per la Merkel, per Holland: avere il Presidente della Repubblica che è il simbolo più alto in assoluto della musica in Italia e davanti a tutto il mondo. Quindi un’idea assolutamente vincente che metterebbe insieme destra e sinistra!

Non vede alternative provenienti dal panorama politico italiano?
Per fare il Presidente non è che occorra una competenza politica. Ciampi che competenza politica aveva? Che non mi vengano a dire che occorrono i vari De Mita o Leone, come se Leone fosse stato il Presidente migliore di tutti. A me pare che il fatto che lui sia un grande Direttore d’Orchestra sia anche una rappresentazione dei valori più alti dell’Italia nella sua identità culturale. Tutto questo è ovvio ed evidente a chiunque rifletta a questa proposta che, ripeto, è mia!


Annunciandolo in questo momento Renzi non avrebbe rischiato di bruciarlo?
No, perché la mia idea era che fosse una risposta della destra ad una candidatura di Chiamparino o di uno del PD, seppure con una sua dignità. La destra ovviamente avrebbe proposto Letta e io avevo suggerito che proponesse, viceversa, Muti. Non potevo immaginare che invece la proposta venisse direttamente da Renzi e dalla sinistra. Comunque non si brucia nulla, perché si brucia uno che sta dentro alla politica, non si brucia uno che è un simbolo dell’Italia. Quindi si può bruciare Marini, si può bruciare Prodi, non Muti.  

Quindi sarebbe anche un’occasione per mettere d’accordo tutti?
Sicuramente! E’ un’occasione che non è ancora perduta, comunque.

Io ricordo che, ai tempi di Sgarbi Quotidiani, Lei aveva avuto una querelle col Maestro Muti. Gli disse: “Si renda conto di quale mestiere scimmiesco Lei faccia!”. Da dove nasce, quindi, tutta questa stima?
Bravissimo! Bravissimo! Bravissimo! Ricorda bene, effettivamente. Nessuno ricorda questo aneddoto. Infatti avevamo litigato e poi ci siamo riappacificati. Posso anche dirle la data. Ci siamo riappacificati quando io, da Sottosegretario, ho cercato d’impedire la distruzione della Scala, quando qualcuno voleva fare una macchina scenica articolata, grande. Mi chiamò direttamente Muti per parlarne, perché io avevo posto il veto, come Sottosegretario, dicendo che era una questione importante, fondamentale. Allora mi sono messo d’accordo con lui, rientrando in un rapporto affettuosissimo, dimenticando le vecchie liti. Chiamai Botta, che è quello che ha dato il vestito, la forma architettonica, alla macchina scenica dell’ingegnere, che era piuttosto brutta. E adesso quando Lei va alla Scala vede che ci sono un parallelepipedo e un cilindro, che sono nati dall’intervento di Botta, voluto da me. Quindi è stato un momento formidabile di riappacificazione tra noi due.  

Da melomane le propongo un’allegoria: Muti ha cercato di recuperare le partiture, soprattutto di Verdi, per come sono state scritte dal compositore, ovvero spogliandole di tutte quelle tradizioni più o meno consolidate, giustapposte nel tempo dai vari esecutori e interpreti. Il Maestro ha cercato di restaurarle, riportandole alla loro versione originaria, spesso suscitando le ire e le critiche dei più rigorosi tradizionalisti. Potrebbe fare la stessa operazione con l’Italia?
Sì, è sicuro! Muti ha qualità, come Direttore d’Orchestra, superiori a quelle di qualunque politico italiano. Potrebbe dare ordine e misura, con una visione pulita e non corrotta da una visione politica, fatta di mediazioni, tentativi ipocriti di trovare compromessi e schifezze varie. E’ una figura di grande forza e quindi sarebbe il Presidente della Repubblica ideale.

Se non sarà Muti che alternative vede?
Facciano Chiamparino, facciano quel c… che vogliono! Facciano Letta! Se fanno Letta a Capodanno dormiamo. Uno si mette già disteso e…

Quando sarà, secondo Lei? 
Se non si dimette Napolitano non sarà mai. Dice che si dimette, però va avanti.

La voce è che si dimetta a Natale… 
No, non si dimette a Natale. Finirà che arriviamo a primavera e poi andiamo avanti ancora. Altrimenti si dimette e poi lo vanno a chiamare ancora. Fanno il Napolitano-ter!

Grazie! 
Grazie. Arrivederci.  

(Twitter: @andreabricchi77).

Tags:
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