Sono 19. E’ inarrestabile la corsa dei senatori desiderosi di salire sul carro di Verdini. L’ultimo arrivo porta il nome di Marco Lionello Pagnoncelli, già coordinatore del Pdl bergamasco e assessore regionale lombardo di stretta osservanza formigoniana, dal luglio scorso confluito nelle fila dei Conservatori e riformisti di Raffaele Fitto. Una esperienza che evidentemente non si è rivelata soddisfacente vista la decisione di aderire ad Alleanza Liberalpopolare. L’annuncio del cambio di casacca è stato dato da Lucio Barani, capogruppo di Ala al Senato. “L’adesione ad Ala del senatore Pagnoncelli, a cui do il benvenuto a nome di tutto il gruppo, sarà certamente fondamentale tanto per la nostra attività politica che per quella parlamentare. Il suo arrivo rappresenta un’ulteriore conferma della bontà di un percorso teso a contribuire in maniera determinane alla modernizzazione del Paese”.
“Ho partecipato alla fondazione di Forza Italia nel 1994 — aveva spiegato nel maggio scorso Pagnoncelli al Corriere Bergamo — ma ormai è irriconoscibile. Non c’è discussione, nel vertice nessuno vuole interessarsi della democrazia interna, elettoralmente è in affanno, in due anni ha perso metà dei parlamentari eletti, si è tradito l’elettorato sposando il patto del Nazareno. L’unica cosa che conta è il cerchio magico del presidente fatto di nani e ballerine». Di qui la decisione di seguire Raffaele Fitto con punto di riferimento i conservatori di David Cameron. «Occorre un partito che rivendichi l’identità nazionale, argini l’immigrazione e la Merkel, dia fiato alle piccole e medie aziende e soprattutto abbassi le tasse». Finora non erano emersi segni di distacco dalla creatura fittiana. Ma le ultime accelerazioni avvenute a Palazzo Madama probabilmente hanno spinto il senatore bergamasco a rompere gli indugi e a varcare il Rubicone verdiniano.
I Conservatori e riformisti, con l’uscita di Marco Lionello Pagnoncelli, scendono a nove senatori e quindi perdono il gruppo a Palazzo Madama. Ora entreranno nel Gruppo Misto.
