Bari – Cita Bertold Brecht ma non vuol sentir parlare di scissione, Nichi Vendola: “È una fuga per andare da qualche altra parte, auguri di buon viaggio a chi va via. Amen”, taglia corto in conferenza stampa, quando gli si chiede dell’esodo da Sel. Le defezioni dal partito hanno raggiunto la dozzina e i numeri per un minigruppo ci sarebbero già ma il Governatore pugliese minimizza e, dopo gli addii, parla apertamente di strategia messa a punto dagli ex: “Dall’inizio si sapeva che erano 10-12 i deputati che andavano via, ma questa partita è stata gestita con una certa attenzione ai mass media per cui, invece di andare fuori da questa comunità tutti insieme, si è praticata la distillazione per continuare a produrre clamore“.
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Le regionali si avvicinano e gli scricchiolii sul fronte nazionale potrebbero intaccare anche la roccaforte del Tacco, costringendo il Rivoluzionario Gentile a giocare in minoranza – direttamente o con un competitor di scuderia – contro un avversario come Michele Emiliano, che non ha perso tempo a mettersi su strada e stringere i bulloni sui territori. Anche a costo di generare ulteriori malumori tra i suoi. Da Santeramo – centro strategico dell’ala popolare dell’assessore Sportelli – a San Severo, il cui accordo con Miglio si è intestato in prima persona da segretario, nonostante il Pd locale di Dino Marino si fosse messo di traverso e avesse indicato l’equidistanza al ballottaggio. Blindando la segreteria provinciale di Piemontese e rispedendo al mittente la richiesta di dimissioni di Elena Gentile, deus ex machina dei democratici di Capitanata.
I vendoliani non hanno ancora aperto il fuoco, visti il braccio di ferro sulle tempistiche delle primarie e la legge elettorale in cantiere, ma giocano di fioretto e cavalcano il tormentone, lanciando un generatore automatico di cariche per il Gladiatore: “Sarà opinionista per il Comune di Gravina, a titolo gratuito” o “consigliere incaricato per il rilancio del gioco delle bocce ad Andrano”e “commissario per la prova dei meloni a Muro Leccese”, sfottono i sellini dal web.
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E il Masaniello terlizzese? Rimasto in sella alla sua creatura, prova a serrare le fila: “Non è una scissione perché riguarda un gruppo parlamentare e non il partito”, spiega, parlando della volontà condivisa “di continuare ad essere sinistra di governo senza salire sul carro del vincitore. Ci siamo seduti dalla parte del torto perchè tutti gli altri posti erano occupati”. Intanto, se qualcuno sussurra la possibilità di un ruolo di servizio per la competizione della primavera 2015, magari da capolista in una circoscrizione, le prime ore della prossima settimana vedranno chiuso il risiko della Giunta Decaro. Con Silvio Maselli inattaccabile ma assai probabilmente in “quota sindaco”, lasciando lo slot di Sel a Pierluigi Introna.
(a.bucci1@libero.it)
