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“Hai l’ebola” e resta fuori dall’asilo. La paura dopo il viaggio in Africa

“Hai l’ebola” e resta fuori dall’asilo. La paura dopo il viaggio in Africa
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“Abbiamo lasciato calmare le acque”. Racconta così il padre delle bimba di Fiumicino “rifiutata” dalla mamme dei compagni di scuola dopo esser tornata da un soggiorno in Uganda. Ed è sempre più psicosi: “Gli allarmismi stanno generando episodi di violenza”

“Alcune mamme non volevano mandare i loro figli a scuola per paura che mia figlia di ritorno da una vacanza in Uganda potesse contagiare i compagni di classe”. Parla Massimiliano, il padre della bimba rifiutata da un asilo di Fiumicino perché tornata dall’Uganda e da loro dunque considerata “a rischio ebola”.
E’ successo lo scorso 13 ottobre quando la preside dell’istituto Porto Romano ha avvisato la famiglia della bimba di 3 anni. “Secondo queste persone, quattro o cinque, la mia bambina, tornata da un viaggio con la madre, poteva contagiare i loro figli con il virus ebola”.

“Ho portato perciò il certificato medico alla scuola – continua il padre – e abbiamo poi deciso di aspettare qualche giorno prima di far tornare a scuola la bambina: abbiamo scelto di far calmare le acque. Mia moglie si è molto risentita del comportamento di queste mamme. Lunedì scorso siamo entrati a scuola accompagnati dalla preside e mia figlia è tornata in classe senza nessun problema”.

“A preoccupare tre, quattro genitori – spiega Lorella Iannarelli, preside dell’istituto comprensivo Porto Romano – era il ritorno in classe di una bambina che aveva fatto un viaggio in Uganda. Qualcuno ha messo in giro la voce che alcuni genitori erano intenzionati a tenere a casa i propri figli per evitare che entrassero in contatto con la bambina”. Voci che però hanno portato l’istituto ad attivare una serie di verifiche”.

“Gli allarmismi stanno generando episodi di violenza – denuncia la deputata Ileana Piazzoni – la ragazza guineana insultata e picchiata su un autobus a Roma e la bambina allontanata da scuola a Fiumicino perché con i genitori era appena tornata dall’Uganda – prosegue la nota – sono episodi che ricordano periodi bui della storia occidentale e che vanno dunque urgentemente sradicati”.
“Continuare a soffiare sul fuoco della paura per il diverso – prosegue la parlamentare di Led -, alimentando una psicosi collettiva che sta sfociando nella violenza razzista, solo per guadagnare qualche punto in più nei sondaggi, non è accettabile in un paese civile”.