Citroën celebra i 30 anni di Berlingo con una serie speciale che riassume l’evoluzione del modello che ha creato il segmento leisure activity vehicle.
Nel luglio del 1996, mentre l’industria automotive europea ragionava ancora per categorie rigide da una parte le berline per le famiglie, dall’altra i furgoni per il lavoro —Citroën decise di ignorare quella linea di confine. Il risultato fu un veicolo a cabina singola con 3 metri cubi di volume di carico, una portata fino a 800 kg, ma con un livello di comfort che il mercato non si aspettava da un commerciale: quello di una berlina. Non era ancora chiaro, in quel momento, che quella scelta avrebbe generato un segmento automobilistico oggi conosciuto in tutto il mondo come leisure activity vehicle.
Il paradosso è che Berlingo nacque come furgone e diventò, pochi mesi dopo, qualcos’altro. Al Salone di Parigi del 1996 Citroën presentò concept dal sapore quasi provocatorio — il Coupé de Plage, la Bulle, il Grand Large che anticipavano una direzione ancora più radicale rispetto al modello commerciale appena lanciato. Nel gennaio 1997 arrivò Berlingo Multispace, e con esso una domanda che ridefinì il mercato: perché uno spazio abitativo compatto all’esterno non potrebbe essere incredibilmente ampio all’interno, senza sacrificare accessibilità e luminosità? Da quella domanda nacque un segmento che Berlingo non si limitò a inaugurare, ma di cui divenne per anni sinonimo al punto da trasformarsi, come spesso accade solo ai prodotti più riusciti, in un marchio nel marchio.
Trent’anni e oltre 4,2 milioni di unità prodotte più tardi, il dato che colpisce non è la longevità in sé, ma la sua distribuzione geografica: Berlingo viene venduto in quasi 90 Paesi, un’estensione che pochi veicoli commerciali derivati riescono a raggiungere senza snaturarsi. La spiegazione va cercata in un principio che Citroën ha mantenuto costante attraverso tre generazioni: la versatilità non è un compromesso da accettare, ma una forma di libertà da offrire. Che si tratti di trasportare attrezzi da lavoro, biciclette, mobili per un trasloco improvvisato o semplicemente bagagli per una fuga last minute, il concetto alla base del progetto è rimasto lo stesso mentre il mondo intorno cambiava.
Per celebrare l’anniversario, Citroën ha scelto di non reinventare nulla, ma di condensare l’identità del modello in una serie speciale: Berlingo 30 Anni, disponibile esclusivamente nella versione tempo libero taglia M, posizionata strategicamente tra gli allestimenti Plus e Max. È una scelta di posizionamento non banale: invece di creare un top di gamma irraggiungibile, Citroën ha selezionato gli equipaggiamenti più richiesti dai clienti reali e li ha riuniti in un’unica configurazione, segno di un marchio che conosce bene le abitudini d’acquisto della propria base storica.
Il segno distintivo esterno è minimale un badge “30” sul montante anteriore ma internamente la dotazione racconta quanto il concetto originario di comfort-da-berlina si sia evoluto in chiave tecnologica. Ci sono i sedili Citroën Advanced Comfort® con tre sedute posteriori indipendenti, uno schermo HD da 10 pollici abbinato a un quadro strumenti digitale della stessa dimensione, la telecamera Top Rear Vision, il volante in pelle riscaldato e i cerchi in lega neri da 16 pollici “Chaves”. Sul fronte delle motorizzazioni, la serie celebrativa affianca il diesel 100 CV manuale a una versione elettrica da 136 CV con batteria da 50 kWh, confermando come anche un’edizione nostalgica non possa oggi prescindere da un’offerta elettrificata.
Per comprendere la genealogia di Berlingo occorre risalire ben oltre il 1996. La sua storia affonda le radici nella Citroën 2CV Furgonetta del 1950, primo furgone a trazione anteriore prodotto su larga scala, proseguita con l’Acadiane nel 1978 e con la robusta C15, rimasta in produzione fino al 2006. È un lignaggio che spiega perché Berlingo non sia mai stato percepito come un prodotto opportunistico: ne eredita un DNA di praticità industriale che precede di decenni la nascita del segmento leisure.
Le generazioni successive la seconda nel 2008, la terza nel 2018 con aggiornamento nel 2024 hanno seguito la stessa traiettoria: più modularità, più tecnologia, stesso principio cardine. Oggi il Berlingo Van resta un riferimento nel segmento dei furgoni compatti, con un volume di carico che arriva fino a 4,4 metri cubi e una portata fino a una tonnellata, mentre la versione passeggeri integra una dotazione di sistemi di assistenza alla guida ormai allineata agli standard delle vetture di segmento superiore.
Sul fronte energetico, la strategia di Citroën resta esplicitamente multienergia: le versioni elettriche raggiungono fino a 330 km di autonomia WLTP per la variante passeggeri e 343 km per il furgone, con ricarica all’80% in 30 minuti, affiancate da motorizzazioni benzina e diesel ancora disponibili. Una scelta che riflette la realtà di un mercato quello dei veicoli commerciali e leisure dove la transizione elettrica procede a velocità diverse rispetto alle vetture private, e dove offrire opzioni multiple resta ancora un vantaggio competitivo piuttosto che un ripiego.
Scheda
- Marchio/Costruttore: Citroën
- Modello: Berlingo (edizione speciale “30 Anni”)
- Anno di lancio originale: 1996
- Produzione totale: oltre 4,2 milioni di unità
- Mercati: oltre 90 Paesi
- Stabilimenti: Spagna, Portogallo, Regno Unito
- Segmento: Leisure Activity Vehicle
- Motorizzazioni: Diesel 100 CV manuale, elettrico 136 CV/50 kWh (serie 30 Anni); gamma completa benzina/diesel/elettrico su Berlingo standard
- Autonomia elettrica: fino a 330 km WLTP (passeggeri), 343 km (Van)
- Capacità di carico: fino a 4,4 m³, portata fino a 1 tonnellata (Van)
- Posti: fino a 7
- Disponibilità: ordinabile da subito

