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Angelo Maria Perrino

politica show

Lunedì, 24 agosto 2009 - 08:39:00


Di Dom Serafini

Le vicissitudini delle “papi girl” del primo ministro Silvio Berlusconi sono state ampiamente riportate dalla stampa di tutto il mondo. Tanto scalpore tra la stampa non-italiana ha fatto anche il concetto che, in Italia, queste cose non fanno scalpore. Il motivo per l'apatia che l'italiano medio mostra per questi scambi di favori è molto semplice: è una cosa normale. Quasi tutti i politici italiani lo hanno fatto e continuano a farlo e, seppur cambino le modalitá, i risultati sono gli stessi. Quale partito non ha candidato un protetto in un “collegio blindato”? Quale partito non ha nominato ministri in cambio di favori? E quando queste cose sono venute alla luce, i politici hanno detto la veritá? Sicuro che no!

Ecco perché la stampa italiana tende a soffermarsi sull'aspetto sessuale delle “papi girl” piuttosto che su quello, molto piú scandaloso, dell'illecito scambio di favori. Infatti, entrando in ques'ultimo argomento, si camminerebbe sulle sabbie mobili. Anche se la stampa tende ad ignorare la componente politica degli scambi di favori, ció non toglie il fatto che l'italiano medio sappia queste cose per intuito, da cui deriva tanto disinteresse.


Patrizia D'Addario
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Ultimamente il fattore “papi girl” è entrato anche nella cultura popolare americana con “The girlfriend experience” (“Come una fidanzata”), un film su una escort di alto bordo; “The good wife” (“La brava moglie”), una nuova serie televisiva sulla Cbs e “Hung” (“Dotato”), una serie sulla Tv cavo Hbo; “Vanities” (“Vanitá”), un nuovo musical di Broadway; ed un nuovo libro, “Hos, hookers, call girls, and rent boys” (“Fidanzate, donne di strada, escort e giovani in affitto”), pubblicato dalla Soft Skull Press, al quale il “Book Review” del “The New York Times” ha recentemente dedicato la copertina.

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Gli spunti per la valorizzazione delle “papi girl” in America sono tanti ed in particolare quelli dati dall'ex governatore dello stato di New York, Eliot Spitzer (che spese $80.000 per i servizi delle escort) e da Mark Sanford, governatore dello stato della Carolina del Sud, che addirittura andava in Argentina a visitare la sua “papi girl”. In America questi episodi possono rappresentare scandali multipli poiché oltre all'aspetto sessuale c'é spesso l'utilizzo dei soldi dei contribuenti che negli Usa é percepito come peccato molto piú grave di quello sessuale.

Avviso alla stampa estera: non usate questa prospettiva per l'Italia, visto che lí, sono in molti a beneficiare dei soldi di (pochi) contribuenti, pertanto anche questo aspetto lascia gli italiani indifferenti. Ció che distingue gli Usa dall'Italia é che, se beccati con “le mani della marmellata”, gli americani ammettono le loro colpe, rassegnano le dimissioni da incarichi pubblici e magari ci scrivono un libro che frutta milioni.

In un certo senso, almeno per ció che riguardano gli scandali sessuali, l'America si sta avvicinando all'Italia. Ora il sesso e soldi stanno diventando meno “sporchi”. Da alcuni anni a questa parte la nuova formula americana per il successo sicuro è diventato quello delle “tre esse”: sesso, soldi e sport. Sarà che al pubblico americano, abituato com'é ai reality show televisivi, le tre esse ormai non scandalizzano piú. Oggi vanno addirittura di moda aforismi come, ad esempio, quelli dello scrittore inglese Sebastian Horsley: “La differenza tra il sesso a pagamento e quello gratis, é che il sesso a pagamento costa sempre meno”.

Analogamente, nella recensione del “Book Review”, l'autrice, Toni Bentley, indica come il libro “Hos, hookers, call girls and rent boy”, faccia notare che “mentre per fare sesso le brave ragazze richiedono cene, viaggi ed impegno come un anello di fidanzamento, le professioniste ottengono i soldi in anticipo”. La parola “hos” nel lungo titolo del libro é un termine dialettale dei neri americani per “fidanzate”. O forse la condiscendenza dell'opinione pubblica italiana verso le “papi girl” non fa che anticipare la rivelazione espressa dalla dottoressa scrittrice ed ex prostituta, Annie Sprinkle: “è più facile fare la scrittrice che la prostituta”.


Di Dom Serafini

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