(Adnkronos) –
Stati Uniti e Israele si starebbero preparando a riprendere gli attacchi contro l’Iran già dalla prossima settimana, magari dando un nuovo nome all’operazione. Lo scrive il New York Times spiegando che tra le opzioni in esame ci sono attacchi più aggressivi contro obiettivi militari e infrastrutturali e una missione ad alto rischio delle forze speciali per estrarre fisicamente l’uranio altamente arricchito iraniano dai tunnel bombardati a Isfahan.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ringraziato Papa Leone XIV per la sua posizione “morale, logica ed equa” nei confronti della guerra contro l’Iran, affermando che gli attacchi statunitensi e israeliani non sono diretti solo contro gli iraniani, ma anche contro il diritto internazionale e i “valori umani”. In un messaggio pubblicato dall’Irna, Pezeshkian ha dichiarato che l’Iran ha agito “nel quadro della legittima difesa” prendendo di mira gli interessi e le posizioni di coloro che ha definito “aggressori”.
Il presidente iraniano ha poi affermato che l’attuale situazione nello Stretto di Hormuz è stata causata dagli attacchi contro l’Iran, dall’uso del territorio e dello spazio aereo degli stati del Golfo Persico contro l’Iran e dal blocco marittimo imposto dagli Stati Uniti. Pezeshkian ha detto che l’Iran rimane impegnato nella diplomazia, citando la mediazione del Pakistan e i colloqui a Islamabad, e ha esortato la comunità internazionale ad adottare un approccio “realistico ed equo” nei confronti di quelle che ha definito le richieste illegali e le politiche pericolose di Washington.
Dovrebbero impiegare circa tre settimane i due cacciamine italiani Rimini e Crotone, partiti ieri dal porto siciliano di Augusta per raggiungere inizialmente Gibuti. A determinare i tempi della navigazione saranno le condizioni metereologiche. Non è escluso, in futuro, l’invio di altre navi.
Ancora vittime in Libano. Almeno sei morti, tra cui tre paramedici, e 37 feriti è il bilancio aggiornato di un raid aereo israeliano contro alcune città nel distretto di Tiro, nel sud del Paese. Lo rende noto il ministero degli Esteri libanese, come riporta l’agenzia di stampa Nna. Tra i feriti ci sono anche almeno quattro bambini, nove donne e un cittadino canadese.

