Di Tommaso Cinquemani
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Beppe Grillo sta preparando la campagna elettorale per le prossime elezioni europee di maggio. Per l’occasione ha anche pensato di lanciare un nuovo spettacolo (a pagamento, sembra) che si chiamerà “Te la do io l’Europa”. A produrlo è l’agenzia milanese Marangoni che ha previsto una serie di date a partire da aprile. I sondaggi rassicurano il comico genovese che stando alle attuali proiezioni potrebbe mandare a Bruxelles quasi una ventina di grillini. Ma la ‘sindrome Idv’ turba il sonno del leader M5S che, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, teme che all’Europarlamento vengano mandate persone impreparate, degli opportunisti, se non proprio degli infiltrati. Sono due i segnali preoccupanti: le elezioni in Sardegna e il referendum sul reato di immigrazione clandestina.
“Le liste presentate in Sardegna erano in profondo disaccordo tra loro e questa situazione perdurava da mesi nonostante i numerosi tentativi proposti di trovare una composizione”, ha spiegato il leader M5S annunciando la non partecipazione del Movimento alle elezioni. “Il M5S non è a caccia di poltrone e la partecipazione a una competizione regionale non è obbligatoria”. La paura, fa notare qualcuno, è che senza un controllo diretto e stringente delle liste si possano infiltrare persone non rappresentative del Movimento. Ed è una preoccupazione concreta, visto che in Parlamento molti senatori se ne sono andati e che altri sarebbero sulla porta.
La forza e la debolezza del Movimento è infatti la sue democrazia diretta. I candidati alle Europee saranno scelti dagli iscritti che hanno un potere enorme: 90mila persone (così dicono i dati forniti da Grillo), selezioneranno i nomi che nove milioni di elettori potranno scegliere. E qui i grattacapi di Grillo aumentano. Al referendum-lampo sul reato di immigrazione la partecipazione è stata scarsa, circa 25mila persone. Dall’entourage del comico fanno sapere che la consultazione non è stata preannunciata per evitare attacchi hacker. Rischio che si va ad aggiungere alla mancanza di una piattaforma realmente trasparente (dicono gli stessi iscritti) su cui discutere. Una piattaforma che sarà la base delle prossime Europarlamentarie. Ecco perché Grillo e Casaleggio starebbero pensando di mettere nuove regole per le prossime elezioni.

