“Tutte le opzioni” per rispondere alle eventuali decisioni dell’India sui due Marò ancora in attesa di un giudizio a New Delhi “sono sul tappeto, e sicuramente anche quelle di pertinenza piu’ specifica dell’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, al suo arrivo al Consiglio Ue a Bruxelles in cui sollevera’ la questione con i colleghi dei Ventotto.
Riguardo all’ipotesi di una “guerra commerciale” fra Ue e India, ventilata dal presidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, come possibile reazione alle tensioni sulla questione dei maro’, il ministro Bonino ha ribadito che “tutte le opzioni sono sul tappeto per quanto ci riguarda”, ma “prima di tutto dobbiamo verificare le novita’ che arrivano da New Delhi, dopo la seduta che c’e’ stata stamattina”.
Dalla Corte Suprema dell’India ci sono per ora solo “indicazioni ancora generiche” riguardo al caso dei due maro’ in attesa di giudizio e “forse stasera, a fine giornata, potremo fare il punto anche alla luce delle informazioni piu’ puntuali che riusciremo ad avere da New Delhi”: Lo ha riferito il ministro degli Esteri Emma Bonino. “Quello che ribadiamo”, ha aggiunto la titolare della Farnesina, “e che e’ gia’ stato ribadito nelle varie riunioni” Ue dei rappresentanti dei Ventotto, “e’ che indubbiamente se a due anni dai fatti avvenuti non si e’ neanche in grado di stabilire un capo di accusa, e’ evidente che questa e’ una violazione di qualunque idea di giustizia adeguata”.
La titolare della Farnesina ha avvertito che se si dovesse arrivare a un’imputazione dei Fucilieri Salvatore Girone e Massimiliano Latorre sulla base della legge antipirateria indiana del Sua Act, questo sarebbe “un elemento inaccettabile dal punto di vista dell’affidabilita’ o inaffidabilita’ di un sistema giudiziario”. Questo, ha spiegato, “non tanto” perche’ quella legge prevede la pena di morte, ma per il fatto che “inverte l’onere della prova” addossandolo all’imputato.
DE MISTURA – La Corte suprema indiana ha intimato alla pubblica accusa nel caso dei maro’ di dare entro due settimane “una risposta coerente” su come intenda procedere contro Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e, se non arrivera’ un’accelerazione, l’Italia ne chiedera’ nuovamente il rimpatrio in attesa del processo. Lo ha riferito all’Agi l’inviato italiano, Staffan De Mistura, commentando l’udienza svoltasi a New Delhi. “La Corte suprema ha fissato al 3 febbraio la prossima seduta perche’ l’accusa indiana dia una risposta coerente”, ha spiegato l’ex sottosegretario agli Esteri.
“C’e’ stato solo un contraddittorio in cui noi abbiamo esposto i nostri argomenti: un ritardo eccessivo e inaudito, il fatto che utilizzare il Sua Act (la legge antiterrorismo che prevede l’inversione dell’onere della prova e la pena di morte per gli omicidi compiuti in mare, ndr) sia inaccettabile e il fatto che, se l’accusa non arriva ad avviare rapidamente il processo senza il Sua Act, chiederemo che i maro’ rientrino in Italia in attesa del processo”. “L’accusa indiana”, ha aggiunto, “ha tentato di spiegare che non erano pronti e che c’erano difficolta’ ma il giudice gli ha detto: le difficolta’ ve le dovete risolvere, vi do tempo fino al 3 febbraio”.
De Mistura ha assicurato che “nel frattempo” il governo italiano “continuera’ a lavorare affinche’ si mantenga un senso di urgenza e di pressione e in questo senso”, ha osservato, “l’invio in India di una delegazione parlamentare e’ una decisione utile”. l’inviato italiano ha sottolineato come sia passato un anno da quando la corte suprema aveva chiesto l’apertura di un processo e due anni da quando i maro’ sono trattenuti in india: questo “rappresenta un grave problema di diritti umani”, ha sottolineato. Inoltre, “il solo immaginare che venga fatto ricorso al Sua act per un incidente avvenuto in acque internazionali, e’ un elemento che puo’ coagulare il sostegno internazionale”.

