Il Parlamento europeo ha approvato a grande maggioranza il meccanismo unico e il fondo di risoluzione bancaria: in questo modo sara’ possibile gestire gli eventuali futuri fallimenti degli istituti bancari europei senza che a pagare siano i contribuenti. La votazione e’ avvenuta a Strasburgo in occasione dell’ultima sessione plenaria del Parlamento prima delle elezioni di fine maggio. Anche se “la proposta iniziale del Parlamento era piu’ ambiziosa – ha commentato il presidente Martin Schulz – si tratta comunque di un pilastro essenziale per un’Unione bancaria efficace”.
Oltre alle norme sulla ristrutturazione e la liquidazione delle banche in crisi, il Parlamento ha approvato a Strasburgo anche un testo legislativo che impone alle banche stesse di garantire il rimborso dei conti correnti fino a 100 mila euro in caso di fallimento in maniera rapida, attraverso la creazione di schemi di rimborso a livello nazionale finanziati dagli istituti. Quanto al fondo unico di risoluzione potra’ contare a regime (entro 8 anni) su 55 milioni e sara’ finanziato dalle banche stesse. Ai paesi esterni all’Unione bancaria (che sono i 18 dell’Euro piu’ quelli che aderiranno) sara’ chiesto di istituire entro 10 anni un proprio fondo, sempre finanziato dagli istituti di credito, pari all’1% dei depositi coperti.
