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Risorse proprie dell’Ue, Monti fa il punto a Bruxelles

Risorse proprie dell’Ue, Monti fa il punto a Bruxelles
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Un anno fa l’ex premier era stato chiamato a guidare una task force con l’obiettivo di permettere all’Ue di finanziarsi senza dipendere dai versamenti degli Stati membri. Domani Monti farà il punto davanti alla commissione Bilancio del Parlamento europeo, ma i governi…

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

Dopo un anno l’ex premier Mario Monti torna a Bruxelles per fare il punto, in Commissione bilancio del Parlamento, sullo stato di avanzamento dei lavori della task force sulle risorse proprie.

Proprio l’ex presidente del Consiglio era stato chiamato a guidare una squadra formata da rappresentanti di Commissione europea, Consiglio e Parlamento per riformare il modo con cui l’Unione europea si finanzia.

L’Ue riceve i fondi che le permettono di funzionare (pari all’1% del Pil europeo) attraverso alcune ‘tesse’ proprie e attraverso i versamenti degli Stati membri. Le prime corrispondono ai dazi doganali che ogni merce che entra nell’area europea deve versare a Bruxelles (anche se la riscossione la fanno gli Stati, che prendono una percentuale per il lavoro). Ci sono poi delle quote di Iva, pari allo 0,3. E infine i trasferimenti nazionali.

Negli ultimi anni i contributi nazionali hanno toccato il 70% dei fondi complessivi. Questo significa che l’Ue è dipendente principalmente dai fondi che i governi le accordano. Ne deriva che le Istituzioni sono, in un certo senso, vincolate alla buona volontà dei capi di Stato e di governo, non potendosi finanziare da sole.

Ecco perché l’anno scorso Mario Monti è stato chiamato a guidare un gruppo di lavoro che ha l’obiettivo di trovare il modo affinché l’Unione europea sia autosufficiente, come vogliono i Trattati, senza dipendere dagli Stati.

Le proposte di Monti rischiano però di essere bocciate. A Bruxelles molti ritengono che gli Stati vogliano mantenere questa forma di controllo sulle Istituzioni Ue. E la proposta di riforma, pronta per l’anno prossimo, dovrà ricevere il voto unanime in Consiglio.