Crans Montana, lo scandalo dei risarcimenti svizzeri. "Massimo 150mila franchi, gli adolescenti non producono redditi"
Lo sfogo del padre di uno dei ragazzi feriti per il rogo
Crans Montana, il giallo sui veri proprietari e i risarcimenti ridicoli
Le indagini sulla strage di Crans Montana proseguono, mentre i titolari de "La Constellation" tentano in tutti i modi di smarcarsi dalle responsabilità per il rogo costato la vita a 40 persone, emergono nuovi dettagli preoccupanti. Li svela il padre di uno dei ragazzi rimasti feriti alla festa di Capodanno. "Si sussurra, - dice Tommaso Lucia, dirigente del Mef e padre di Antonio a Il Corriere della Sera - che le mura del locale siano della vicesindaca. Va chiarito il tema dell’uscita di sicurezza chiusa, la mancanza degli sprinkler, i camerieri mascherati, l’uso della spugna incendiabile sui soffitti".
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Dubbi anche sul reale ruolo del titolare, Jacques Moretti. "L’impressione - prosegue il padre di uno dei ragazzi feriti - è che fosse una testa di legno, uno che amministrava soldi per conto di qualcuno. Chi pagherà la cauzione di 400 mila franchi svizzeri per il suo rilascio? Per questo, oltre che da un legale italiano, saremo seguiti da un avvocato svizzero". Poi c'è il tema dei risarcimenti. "Per la legge svizzera la vita di un adolescente vale 150 mila franchi perché non produce reddito. Per noi parenti delle vittime è uno scandalo. Il presidente Mattarella e il governo Meloni devono intervenire con forza".