Crans Montana, spunta la riunione segreta dello staff dopo il rogo. Nove giorni per i Moretti per preparare una versione dei fatti identica
I Moretti, la videosorveglianza dei dipendenti e la strategia comune
Crans Montana, quei nove giorni di ritardo che hanno permesso ai Moretti di agire
Le indagini sulla strage di Crans Montana proseguono e dall'interrogatorio di Jacques Moretti, il proprietario de "La Constellation" arrestato e poi scarcerato in seguito al pagamento della cauzione da 200 mila franchi svizzeri, emergono dettagli inediti. Spuntano delle riunioni segrete tra il personale del locale andato a fuoco in seguito alla tragedia. Moretti - riporta Il Corriere della Sera - si lascia sfuggire qualcosa, ma non chiarisce bene le dinamiche. Moretti ha avuto ben nove giorni per prepararsi al fuoco di fila delle domande degli inquirenti, a stretto contatto con la moglie Jessica, anche lei indagata. Ma anche con il personale, barman e camerieri, magari da tenere sotto attenzione, magari con una telefonata, un’occhiataccia, un WhatsApp, un "pizzino", tutte ipotesi al momento.
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Moretti dice che lui non era presente a quelle riunioni ma che i suoi dipendenti - prosegue Il Corriere - si sarebbero incontrati tra loro. "Io non ho partecipato, né mia moglie. Lo so - dice l'indagato - perché me l’hanno detto, e ci sono ancora telecamere nei locali". Una fonte anonima dice al Corriere: "Si sapeva, Moretti aveva un occhio su tutto tramite la videosorveglianza". Fosse confermata la "soffiata", per una dei legali delle vittime "è un’ulteriore prova delle misure dei Moretti per influenzare le testimonianze".