Leone fuggito a Ladispoli: "Era buio pesto e avevo una sola possibilità..."

Il racconto della cattura. Il capo del circo: "Sapevano che dalle 14 alle 15 saremmo stati a pranzo e hanno agito. Vogliono fermarci, è stato un sabotaggio"

Di Redazione Cronache
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Leone fuggito a Ladispoli, il proprietario del circo: "Ecco com'è andata"

Continua a far discutere la fuga di un leone da un circo a Ladispoli vicino a Roma. I proprietari della struttura non hanno dubbi: "Un sabotaggio". Rony Vassallo, responsabile del "Rony Roller Circus", ricostruisce la dinamica dell'accaduto. "Sapevano che dalle 14 alle 15 saremmo stati a pranzo, un'ora prima mi ero accertato che la gabbia dei leoni fosse chiusa bene". Chi indaga continua ad avere dubbi. Perché Kimba, dopo essersi rifugiato nella stalla dei cavalli (che lo hanno scalciato via), è riuscito a oltrepassare anche la recinzione successiva per poi vagare per la città. Ora la Procura di Civitavecchia - si legge su Il Corriere della Sera - potrebbe però indagarlo per omessa custodia: al momento per i militari dell’Arma non ci sono elementi per poter ipotizzare un atto di sabotaggio. Si pensa a una dimenticanza o una negligenza. Già in passato si sarebbero allontanati due animali.

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Nessuna telecamera ha ripreso l’uscita del leone dalla gabbia condivisa con i suoi fratelli di otto anni — Ivan, Zeus e Maya—rimasti al loro posto nonostante il cancello aperto. Il leone, dopo ore di paura in cui vagava libero per le strade della città, é stato addormentato con un dardo. "Mi ha ruggito - racconta Raffaele Bisegna, l'uomo incaricato di narcotizzarlo - e l’ho colpito, non avevo un’altra possibilità. Dovevo prenderlo, altrimenti la sua reazione sarebbe stata imprevedibile: c’era il rischio che potesse essere abbattuto. Era buio pesto. L’animale era stressato dalla lunga caccia, nervoso perché lo avevano già colpito a una zampa, ma il sedativo non aveva fatto effetto. Con me si è accasciato dopo 800 metri, l’ho rintracciato col gps. L’intervento più difficile in 12 anni di attività".