Affitti brevi e mercato immobiliare, l'Ue mette il tetto alle notti e impone altre limitazioni. Ecco la stretta
L’obiettivo è proteggere le aree sotto stress abitativo
Affitti brevi, ecco cosa cambia dopo le limitazioni imposte dall'Ue: numero notti e altro
L'Unione europea ha deciso di imporre una stretta sugli affitti brevi, le novità introdotte dal 2026 hanno uno specifico obiettivo: proteggere le aree sotto stress abitativo. Non ci saranno divieti ma limitazioni soprattutto per quanto riguarda i centri storici delle città più turistiche. Bruxelles Introduce la possibilità di limitare le locazioni, con un tetto massimo annuale di notti vendibili o con l’obbligo di combinare questa modalità di affitto con altri canali, considerati più meritevoli di tutela, come quello agli studenti.
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Come noto, nelle città più importanti d’Europa e nelle destinazioni turistiche, la diffusione degli affitti brevi crea due ordini di problemi. Il primo è il rialzo dei prezzi, il secondo riguarda la disponibilità di alloggi in locazione. Così capita che in città come Milano la ricerca di case diventi una mission impossible sia per gli studenti, sia per i lavoratori a basso salario. Secondo questo criterio, le città italiane più interessate sarebbero Firenze, Venezia, Napoli, Roma e Milano.